Archivi del mese: luglio 2006

Nuova società

 
Dopo qualche giorno dalla fondazione del nuovo A.S.ACIREALE CALCIO anche questo spazio decide di darne notizia. Forse perchè posseduti da una buona dose di scetticismo o forse perchè stentavamo a crederlo, prendiamo atto che una nuova società sia stata fondata lunedì 24-7-2006. 
Il buon vecchio  A.S Acirelae continuerà a vivere, almeno nel nome, dato che al momento del passaggio da società dilettantistica a s.r.l. la denominazione fu cambiata in Acireale Calcio.
Che bello! Torna l’A.S.Acireale!
Il presidente fondatore è il dott. Santo Massimino, imprenditore, che aveva cercato di dare il suo contributo alla causa granata negli ultimi mesi della tribolatissima stagione scorsa.
Adesso occorrerà affidarsi a persone capaci perchè nei dilettanti non ci vuole niente a bruciare un sacco di euro senza cavare un ragno dal buco.
Speriamo che Massimino sappia scegliere bene i suoi collaboratori, e auguriamo alla nuova società un futuro ricco di soddisfazioni e di prestigiosi traguardi.
 
FORZA ACIREALE!
 
 

La fine di un’ epoca

E’ finita. La storia sessantennale dell’Acireale calcio è finita nel peggiore dei modi. Son passati già 10 giorni dall’orrendo 8 luglio, quando, proprio a cacania, veniva sancita la fine della società.
Mi accingo soltanto adesso a scrivere le mie considerazioni perchè a caldo mi sembrava che la mente fosse offuscata dal dolore e quindi poco aperta ai ragionamenti.
Premetto che da oltre 21 anni le mie domenica sono tinte di granata, da quando mio papà decise di farmi fare una passeggiata a Mascalucia per una partita di coppa Italia dell’Acireale. Onestamente il risultato non lo ricordo, credo 1-0 per il Mascalucia…Ma non è questo quello che conta.
Se analizziamo i fatti di quest’ultima, in tutti i sensi, stagione dell’Acireale i segnali di un tragico epilogo c’erano tutti.
Già alla fine del tribolato anno 2004/05 nonostante le salvezza raggiunta senza playout, la società di Di(s)Grazia rimaneva ferma al palo per oltre un mese…Risultato: la rosa dell’Acireale 2005/06 è ricca di tanti giovani ,alcuni di gran prospettiva, altri meno, ma si ha l’impressione che se a Gennaio si riuscisse di piazzare qualche colpo giusto le soddisfazione potessero arrivare. Purtroppo così non è , anzi viene ceduto misteriosamente Giglio, ed entra in gioco l’Imbrusatore palermitano.
Seguono i difficilissimi mesi che portano ai playout, con tanto di scioperi e disgrazie varie…compresa la retrocessione beffarda all’ultimo minuto dei playout.
Si apre adesso la vera commedia estiva. A farne un film uscirebbe un capolavoro della risata. Il Sindaco pressato dalla piazza e forse spinto dalla sua vecchia passione cerca di trovare imprenditori in grado di salvare la società granata…spunta il nome di un imprenditore marsalese accompagnato da una schiera di personaggi cacanesi un pò ambigui…dal passato non certo esaltante per quanto riguarda la gestione di società calcistiche e soprattutto provenienti dal mondo dilettantistico a medio-basso livello.
La piazza spinge per gente locale e così nasce la cordata acese.
Questa cordata è fatta da persone capaci(?) nel loro settore, per alcuni il settore è comunque vago…, ma sembra che tra un tira e molla la società possa essere ricapitalizzata. Il lavoro del Sindaco e dell’assessore Cannavò sembra essere finito, non senza l’aiuto del Pulvirenti (a proposito, per togliersi le sue colpe dovrebbe fare MOLTO altro ancora…). Insomma, quando, dopo 2 mesi in cui in città non si parla d’altro che non sia "il bilancio della società di calcio" , giunti finalmente davanti l’amministratore giudiziario, che aveva approvato il bilancio con il parere favorevole del Tribunale Amministrativo di Cacania, ecco che gli pseudo-imprenditori si accorgono di una possibile situazione debitoria che andrebbe ad accrescersi nel giro di qualche mese se una fattura non fosse coperta. Di questa fattura TUTTI gli sportivi ne erano a conoscenza da almeno 1 mese, da quando spuntò fuori durante una trasmissione televisiva dedicata alla società granata…
Qui scatta il piano di fuga degli imprenditori…Si abbandona la riunione e la ricapitalizzazione salta. Da una settimana ad oggi assistiamo ad un continuo rimbalzarsi di accusa da questo a quello e viceversa.
Questi pseudo-imprenditori accompagnati da pseudo-professionisti (avvocati e commercialisti vari) che si credono di essere chissacchì…non hanno avuto l’UMILTA’ di dire semplicemente: NON ABBIAMO LE POSSIBILITA’ ECONOMICHE PER GESTIRE UNA SOCIETA’ DI CALCIO!!! Credo che avrebbero fatto molta più figura così piuttosto che stare in mezzo alla situazione per poi non concludere l’affare.
Ora mi spego perchè Acireale sta vivendo il periodo più brutto della sua secolare storia…La famosa classe dirigente, politoco-imprenditoriale, semplicemente NON ESISTE!
NON c’è politico che conti qualcosa e non c’è NESSUN IMPRENDITORE CAPACE!
Capisco che gettare i soldi nel calcio sia solo un fatto di passione, o di altro tornaconto, ma dato che ad un certo livello ad Acireale non c’è nessun imprenditore è logico che il calcio muoia. Ma apprezzo di più gli imprenditori (ma perchè continuo a chiamarli così…?) che neppure si sono avvicinati alla causa granata, che questi 4 pseudo-imprenditori che al momento di tirare fuori i fatti hanno abbandonato la riunione…
D’altra parte si sa che per gestire una squadra c’è bisogno di almeno 100mila euro al mese…Quindi, senza fare cinema per oltre un mese bisognava tirarsi fuori da subito.
Almeno al danno non si aggiungeva la beffa della telenovela estiva.
 
VERGOGNATEVI TUTTI!
 
ilpres

Acireale…paese delle Meraviglie!

Il fenomeno calcio, si sa, è una cosa che più strana non si può!
Ma ad Acireale assume i contorni del farsesco pure in situazioni tragiche come questa che stiamo vivendo in questi giorni.
Si è passati da una lettura limpida, precisa, quasi impietosa nella sua dura realtà, quando i bilanci della società venivano pubblicati e discussi sui vari giornali e sulle varie trasmissioni appositamente organizzate, ai giorni attuali dove l’alone di mistero avvolge la vicenda della famigerata ricapitalizzazione!
La fitta nebbia creata attorno alla vicenda ha perso via via la cosa che di più prezioso i tifosi potevano avere: la fiducia.
Infatti non è creando barricate fumogene che si può ridestare quell’orgoglio e quel senso di appartenenza ad un progetto di "re-acitanizzazione" della società, cosa che invece puntualmente si è verificata al momento di formalizzare gli ultimi (speriamo…) decisivi passi verso la conclusione della vicenda.
Adesso entrano in gioco i famigerati "giochi politici" per cui si ha la sensazione che sul carro della salvezza societaria debba salire anche chi in questi mesi ha guardato da esterno l’agitarsi delle acque, magari fregandosene di tutto e di tutti, magari ostacolando questo o quello, aspettando solo il momento in cui mettere anche il suo nome in calce alla soluzione di questa intricata situazione.
Naturalmente l’ultimo a sapere le cose sarà il tifoso, l’appassionato che in questi giorni ha avuto un occhio all’Acireale e un altro distrattissimo ai Mondiali (neppure la Nazionale è riuscita a coinvolgere tanto la sua mente ad altro rivolta…). Il tifoso vedrà alla fine (si spera…) la sua squadra salva e 4-5 personaggi pronti a reclamare il ruolo di protagonista. 
E’ troppo facile un domani dire che "nell’ombra si lavorava per il bene dell’Acireale"; è troppo facile firmare la soluzione giocando sporco a poche ore della riunione di giorno 3 luglio; è troppo facile parlare di azione tempestiva per scongiurare il peggio.
Non crediamo che se alcuni imprenditori trovano un accordo e si danno appuntamento, all’improvviso, magari con la scenata del "rivedere" le carte, tale appuntamento salti e con questo salti pure l’accordo.
Insomma il famoso intervento risolutore, il colpo di scena, il ricoinvolgimento di taluni imprenditori (locali e non…) ci sembra solo un tentativo di ostacolare il cammino del carro giusto il tempo necessario per poterci salire…Trovato l’intoppo trovata la soluzione…Tutti hanno giocato un ruolo più o meno importante…tutti tra qualche anno potranno dire "io ho contribuito alla salveza della società!"
Ma in questo fumoso progetto il tifoso pensante NON deve e NON può cadere.
Il tifoso pensante dovrà riconoscere a vista chi AMA la sua squadra e chi ha "allentato qualche bullone" per poi andare sicuro a riparare il danno…
In questa vicenda, cercando di essere il più obiettivo possibile, mi sembra che gli attori coinvolti siano non più di un paio, probabilmente sol perchè investiti dal problema, ma almeno presenti sempre e comunque, mettendoci la faccia (brutta o meno, rossa o nera o azzurra non ci interessa…) sin dal primo momento. Tutti gli altri eventuli attori saranno lì solo per la … poltrona prossima ventura !!!
A buon intenditor poche parole…
 
Vincenzo Barbagallo
 
 
p.s. poichè la cortina fumogena ha circondato anche la nostra mente possibilmente saremo smentiti dai fatti…Beh, sarà meglio così…

Ennesimo Rinvio

Ancora un rinvio…
 
Ancora con un nulla di fatto, almeno in via ufficiale, si è conclusa la riunione con la quale  si doveva sancire il futuro dell’A.S.Acireale.
Comunque la fuga di notizie, raccogliamo un servizio trasmesso pochi minuti fa da Antenna Sicilia (ma fin quando non si avrà l’ufficialità non ci sentiamo di mettere la mano sul fuoco…), è già iniziata.
In tale servizio si parla di un presunto coinvolgimento del gruppo Pulvirenti (l’odiatissimo ex presidente…) in un intreccio di interessi locali. Al gruppo Marino, definito "gruppo degli acesi" , andrebbe la carica di presidente, si fa il nome di Franco De Maria, mentre all’altro gruppo speterebbe la vice-presidenza (con Nuccio Raneri, già vice dello stesso Pulvirenti, e "grande" intenditore di pallone…).
A questo punto, i nostri Servizi Segreti, sono in grado di indicare in Pino Rigoli o Pino Irrera il futuro allenatore della squadra granata…e il cerchio sarà concluso. Da Out-sider potrebbe spuntarla il buon Saro Foti, espressione del gruppo acerse…Domani pomeriggio questa farsa dovrebbe aver fine e così in extremis e con "gran scroscio di applausi" il nuovo salvatore potrà essere annunciato.
ilpres