I GIORNATA – Debutto amaro –

 Acireale Viagrande 0-1

Granata puniti all’esordio da un’autogol
La squadra non sembra essere pronta

 

Eccoci qui, puntuali a seguire (come sempre) il cammino dell’Acireale in questo maledettissimo anno calcistico, alla faccia del titolo iridato che sventola nelle maglie azzurre.
Premetto subito che il mio non vorrà essere un commento tecnico, data la mia attuale (con il tempo cercherò d’apprendere) ignoranza della rosa acese, dei ruoli e di varie altre cose, tipo numero di juniores in campo e così via. La caduta vertiginosa in Promozione mi ha e mi sta stordendo ancora e mi risulta per il momento difficilissimo entrare nella giusta mentalità dilettantistica, capendone i meccanismi tecnici.
L’Acireale non merita queste categorie, è fuori da ogni discussione così come mi sento, purtroppo, dentro ad un incubo tuttora in corso, dal quale non riesco a svegliarmi.
La partita, quindi, non posso che analizzarla dal punto di vista del puro agonismo, della rabbia e di qualche buona trama di gioco.
Onestamente quest’ultima è stata poco visibile, ieri pomeriggio. Ogni azione stagnava a centrocampo con poche idee, qualche guizzo lungo la fascia ma pochi i cross, insomma, poco!Ovviamente il bagno d’umiltà che SIAMO chiamati a sostenere è parecchio arduo. Quest’anno non potremmo pretendere giocate particolari o di prestigio circense. Questo DEVE essere l’anno in cui TUTTI, dico TUTTI, dovremmo combattere domenicalmente. Come dicevo prima, la rabbia che abbiamo noi tifosi dovrebbe (DEVE) essere trasmessa a chi scende in campo indossando quella che, nonostante tutto, è la maglia granata. A dire la verità un po’ di sano agonismo l’ho visto solo per 5 minuti, in particolare a quelli successivi il gol…..biancoazzurro!
E’ logico aspettarsi altro tipo di prestazioni, ovviamente.
L’Acireale ha un solo obiettivo e non possiamo permetterci di passare più di un anno in questa categoria. Occorre immediatamente salire (sul campo) per sperare che in estate qualcuno ci ceda posti vantaggiosi per una serie almeno godibile, che è la D!
Tra il dire e il fare c’è di mezzo…il campo! Esso non conosce blasone, né tanto meno tifoserie calde. Il pallone deve essere buttato dentro, almeno una volta in più degli avversari. Già, i gol: ma chi deve segnare quest’anno??
Sotto questo punto di vista, l’incontro di domenica sembrava un qualunque match di C1, con l’Acireale in campo. A fine gara si conteranno 0 tiri in porta da parte acese, se escludiamo il fatale retropassaggio verso la nostra meta. La Società è chiamata a un ulteriore puntello offensivo, considerando che quel Vescovo che ho veduto a Torre Archirafi è più lento di me con i miei problemi al ginocchio….
E’ notizia di oggi, però, l’arrivo di Grasso Andrea, autore di 20 gol in prima categoria. Speriamo che si possa quasi ripetere, mi accontento di veder passare la doppia cifra in partite da 1-0 con sua marcatura. Nella gara di “Coppa” non mi era dispiaciuto, espulsione a parte. Indirizzò in porta un pallone alto, da posizione difficile. Guarda spesso la porta e non mi è sembrato in ritardo di condizione, anzi. Speriamo bene. La gente ha bisogno di vedere gol. Non importa la serie.
Della partita, dicevo, preferisco non scendere nei particolari ma mi occorre puntualizzare che essa sarebbe finita in perfetta parità se non fosse stato per quel nostro regalo.
Non penso che quei “campioni” che hanno battuto il Mascali, siano di colpo diventati “quattare”. La verità sta in mezzo. Qui c’era una squadra che a detta di molti darà filo da torcere a tutti (ma a me non ha impressionato) e dall’altra noi, la superfavorita sulla carta, ma ancora in ritardo di preparazione. E’ inutile, qui, ricordare quando è nata la Società e quando è stato il primo allenamento.
Non credo che troveremo squadroni (parlo di organici) capaci di metterci sotto. Ieri si è pareggiato, tutto qui. La sconfitta vale solo per riempire i tabellini. Che cambia a 0 o ad 1 punto alla prima giornata? L’Acireale deve vincerle e basta! Vogliamo vedere sangue scivolare nel bianco candido dei pantaloncini dei nostri giocatori, vogliamo andarcene subito!!
Ripeto, dobbiamo dare il giusto, e necessario, tempo alla squadra di assemblarsi e poi non ci sarà più partita in casa o in “trasferta”.
L’unica nota positiva è stata la “devozione” dei fedelissimi tifosi acesi, presenti anche ieri nelle tribune del bruttissimo impianto di contrada Tupparello. Settore abbastanza pieno, tifo costante. Certo, il gol ha demoralizzato parecchio ma è normale. C’è che si aspettava un 3-0, chi un 4-1 e così via ma nessuno regala nulla, dalla A (escluso lo scandalo estivo) al campionato Primavera. L’Acireale, con il solo nome, non vincerà nulla, purtroppo. In questi campionati, secondo me, ha la meglio chi riesce a piazzare i posti obbligatori degli juniores nel miglior modo possibile ed a inserire qualche “senior” di valore nei reparti che contano. Per chiarire, Richichi è fuori categoria. Si vede che ha un’altra stoffa. Speriamo che Grasso riesca a non farci lamentare più in avanti e che in difesa, i più grandi riescano a mettere ordine e calma.
Per chiudere, scelgo di tirare le orecchie a qualcuno. Non posso sentire a fine partita frasi del tipo: “’ama pessu ‘ca Varanni, vergognativi!”. Capisco l’amarezza (la mia ancora mi turba adesso), ma purtroppo per noi, quest’anno, se capiterà (spero tardi) di perdere (può succedere nell’arco di un torneo), non accadrà mai contro il Genoa o il Napoli o fate voi, bensì con…..mi schifo pure a dirlo, ma è così!! Siamo in promozione, signori! Quello che vorrei è che non diventassimo nemmeno noi tifosi… da promozione. NON lo siamo e non lo saremo! I fischi a fine gara sono stati giusti e sufficienti. Dobbiamo far capire che noi vogliamo solo vincerlo, questo maledetto campionato e come? Disertando? Contestando dalle tastiere? Sostenendo al pc per poi ammutolirsi in curva? Aspettando che l’Acireale vinca matematicamente il torneo a 10 partite dalla fine, aspettando comodamente a casa vedendo la Ventura (e quindi il C…..a)?

Signori si nasce e si rimane, prima e dopo!

Non possiamo abbatterci dopo UNA sola giornata, NON dobbiamo! Abbiamo, invece, l’obbligo di seguire domenicalmente la squadra, una volta ogni 7 giorni. Le “trasferte” non esistono più e partire da Acireale per qualsiasi destinazione è agevole e comodo.
Chiediamo alla Società e alla squadra di non farci assistere più a spettacoli “osceni”, ma devono essere i tifosi a farlo capire come finora si sta tentando (e riuscendo) di fare! E’ stato bello vedere un migliaio di persone a Torre, sotto il sole estivo ad aspettare il ritorno della maglia in campo.
Forse la presenza di “bel gioco” a 10 km da Acireale condizionerà chi è debolmente affezionato ai NOSTRI colori, ma i veri supporters non salgono MAI nel carro vincente, lo costruiscono.
Io mi sento SEMPRE orgoglioso della mia maglia, della mia Società e del territorio che sento mio.
Non si cercano lidi felici altrove, siamo in promozione adesso, ma la storia è una ruota che gira…
Piuttosto, occorre non dimenticare quello che è stato consumato sotto i nostri occhi in questi 3 anni (altro che 8 luglio e basta)…La rabbia che portiamo addosso deve essere uno strumento in più, sfruttandola nei momenti critici come adesso e non distruggendo le auto di persone che non sanno nemmeno che si gioca a calcio la domenica. Non è da ultras, non è da tifoso acese, ma è un atto della non citata città a 10 km da Acireale, direzione sud.

SOLO ACIREALE, COME PRIMA E PIU’ DI PRIMA!

DOVUNQUE E COMUNQUE, LA MIA UNICA SQUADRA!

  Per la CLASSIFICA cliccare qui

Commento a cura di Emanuele Addia

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