Archivi del mese: febbraio 2007

XXII Giornata del Campionato di Promozione

 ACIREALE Giardini Naxos 5-0
Ancora una cinquina!
– I granata passeggiano sui juniores del Giardini –
– Lanzarotti,Grasso,Messina,Camelia e Drago i marcatori –
– Mercoledì si recupera col Gravina –
 
L’Acireale strapazza un volenteroso, ma inesperto, Giardini e rgala l’ennesima cinquina ai suoi tifosi.
Della partita, in verità un monologo acese, non c’è nulla da segnalare. Neanche i gol segnati e quelli falliti a grappoli sono degni di nota in quanto troppo forte era il divario tra le due compagini, tanto che sembrava di assistere ad un allenamento infrasettimanale…
Al primo affondo l’Acireale passava. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Lanzarotti inzuccava la palla e la spediva in gol.
Poi era Grasso a segnare con un tocco ravvicinato e infine Messina concludeva in gol un’azione ben avviata dalla squadra acese. Il primo tempo si concludeva con altre clamorose occasioni sprecate in vario modo dagli avanti acesi, compresi un palo ed una traversa.
Nel secondo tempo, Giuffrida dava spazio ai giovani Manzoni e Camelia per Sequenzia e Messina. Ed era proprio Camelia a mettere dentro da due passi dopo un tiro di Grasso. Infine l’ultimo entrato, Drago, metteva in rete con un tiro non irresistibile scoccato al limite dell’area di rigore.
Non si può dire di più su questa partita in quanto il Giardini ha schiarato ,per 8/11 della formazione titolare, "under" per cui il divario tra le formazioni era davvero incolmabile.
Mercoledì si recupererà la giornata rinviata a causa del fermo dei campionati imposto dalla FIGC in occasione della morte dell’ispettore Raciti, l’Acireale affrontera la presunta-grande Gravina (ricordiamo tutti che si DEVE vincere…) e poi domenica ad Agira l’Acireale potrà ritenersi quasi in Eccellenza (ma chi dubitava su questo???)
 
Commento a cura di Vincenzo Barbagallo
 
 
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Quarti di finale “Memorial Siino” – ritorno –

 ACIREALE GATTOPARDO 6-4 d.c.r.
(1-0 tempi regolamentari)
 
MISSIONE COMPIUTA!
 
– L’Acireale ridotto in 9 resiste alla Gattopardo –
– Emanuele sblocca il risultato al ’29, poi le espulsioni frenano i granata –
– Ai rigori sagra dell’errore! –
 
L’Acireale passa alle semifinali dopo aver sofferto per colpa dei suoi stessi giocatori. Infatti, mentre si era nel secondo tempo e con il risultato di 1-0 (gol di Emanuele, dopo una bellissima manovra orchestrata dalla squadra granata) Leonardi e Fichera si facevano espellere giustamente dall’arbitro.
Nonostante la superiorità di uomini la Gattopardo non trovava mai la soluzione vincente e anzi era l’Acireale a creare i presupposti per il raddoppio proprio allo scadere del tempo regolamentare quando, sugli sviluppi di due calci d’angolo consecutivi, Messina colpiva in semirovesciata la palla che veniva salvata sulla linea e poi Murabito spediva fuori di testa.
I calci di rigore sono un susseguirsi di emozioni: parte male l’Acireale con Emanuele che si fa parare il tiro, ma sbaglia anche la Gattopardo.poi sono tre gol per parte e si va ad oltranza. Scatà si fa parare il tiro così come l’ennesimo giocatore della Gattopardo, fino a quando l’errore decisivo veniva compiuto dagli agrigentini.
C’è da dire che l’Acireale è apparso più motivato durante il primo tempo, con un Papa in netto recupero che ha fatto vedere i suoi numeri come all’inizio della stagione. Insomma vittoria sofferta ma tutto sommato meritata per gli acesi che aspettano di conoscere il loro prossimo avversario.
 
Commento a cura di Vincenzo Barbagallo
 
 
 
 
 

Carnevale di Acireale 2007

Ecco un assaggio di quello che è il PIU’ BEL CARNAVALE DI SICILIA!
Questo carro allegorico sfilerà a Viareggio nella parata finale del Carnevale più famoso d’Italia.
Acireale è l’unica città a cui è concesso si poter mandare uno dei suoi carri di cartapesta. 
 
 
 

XXI Giornata del Campionato di Promozione

 Mascali ACIREALE 0-5
 
Inopportuna cinquina!
 
– L’Acireale infierisce sul Mascali ridotto in 9 –
– Grasso,Bella,Raciti,Emanuele,Messina i marcatori –
– Sabato 17 recupero del "Memorial Siino" –
 
L’Acireale seppellisce di gol il povero Mascali, ridotto in 9 dalla metà del secondo tempo.
La squadra granata seguita dal sempre meno numeroso pubblico, ieri circa 400 i tifosi giunti nella "lontana" Torre Archirafi, ha sciorinato una prova poco più che sufficiente, ma tanto le è bastato per stravincere l’incontro, anche se c’è voluto quasi tutto il primo tempo, un’infinità di palle gol sbagliate e un’espulsione di un giocatore del Mascali, prima che Grasso inquadrasse lo specchio della porta, ben imbeccato da Papa.
 
Nella ripresa l’Acireale preme un pò sull’acceleratore e mette a segno il gol partita con Bella, che sfrutta una combinazione con Emanuele e batte il portiere con un bel gol.
 
L’arbitro decideva che l’incontro dovesse assumere una piega diversa e così estrae dal cilindro un rigore apparso ai più esagerato se non addirittura inventato. Papa al centro dell’area scaglia un tiro, il pallone viene ribattuto da un difensore, nella confusione che si crea davanti al portiere cade un giocatore granata su cui lo stesso Papa, nel tentativo di ribattere a rete, inciampa : rigore! Filippo Raciti non ha nessuno scrupolo e la mette dentro alla destra del portiere con una botta secca e precisa. La dedica è d’obbligo: il gol è per il poliziotto ucciso dopo Cacania-Palermo, che era il cugino omonimo del giocatore. Gli applausi si alzano scroscianti
 
L’altra chicca dell’arbitro è la seconda espulsione ai danni del Mascali per un fallo, sicuramente inutile, ma crediamo molto ingenuo e poco cattivo, di un giocatore del Mascali. La partita a questo punto non c’è più: si assiste a isolati tentativi dei granata di andare a segno, si assiste alle solite pecche di mira degli attaccanti acesi. Dopo che l’arbitro assegni 4 minuti di recupero, l’Acireale trova i due gol con Emanuele e con Messina che rendono poco onorevole la sconfitta per il Mascali.
 
Cosa dire? La solita partita della squadra granata, poco più di  un allenamento, troppo era il divario tra le due formazioni.
Ci rendiamo conto che le uniche partita "vere" disputate dagli acesi in questo campionato saranno state 4-5 tra (andata e ritorno!) e che contro tutte le altre squadre si assista soltanto ad allenamenti.
 
La Lega Siciliana ha reso noto che sabato 17 si recupereranno tutte le gare del "Memorial Siino", percui l’Acireale sarà di scena al Tupparello contro la Gattopardo di Palma di Montichiaro. Si dovrà recuperara lo 0-1 dell’andata per passare il turno ed approdare alle semifinali del torneo.
 
 
Commento a cura di Vincenzo Barbagallo
 

Domenica a Torre Archirafi: porte chiuse?

Possibile ripresa dei campionati di calcio. Saranno PORTE CHIUSE?
 
Dopo i fatti di Cacania di venerdì scorso, si può ricominciare a parlare di calcio giocato. Almeno sembra essere questo l’intento della FIGC e del CONI.
 
Le ripercussioni degli incidenti si abbatterranno sulle tifoserie di qualunque squadra, percui anche i tifosi dell’Acireale saranno in qualche modo colpiti dal decreto che è in discussione in Parlamento. Naturalmente, essendo in un campionato poco più che amatoriale, il Tupparello non dovrebbe avere problemi ad ottenere l’agibilità,  sono seriamente a rischio i campi delle avversarie dell’Acireale.
 
La prospettiva di disputare a porte chiuse tutte le restanti partite fuori casa non è remota e, anzi, dato che nelle precedenti partite il problema della capienza dei campi è stato sempre sollevato, non è da escludere che venga tagliata la testa al toro così da evitare affannose ricerche di strutture in grado di ospitare i tifosi acesi.
Prepariamoci ad assistere alle sole gare interne di questo stra-maledetto campionato di Promozione e poi si vedrà…
La speranza è l’ultima a morire, domenica si riprende da Torre Archirafi,col Mascali, campo che vide il debutto ufficiale della nuova società (dopo il triste epilogo della vecchia 1946). Campo in cui a causa di 4 provocatori pseudo-cacanesi, per poco non fiorammo la rissa…
 
Ne è passata di acqua da quell’ormai lontano Agosto, però quel precedente non gioverà per spingere verso una soluzione a porte aperte.Nè appare plausibile la strada dello spostamento della gara in altro impianto, primo perchè con le nuove leggi non sarà facile, secondo perchè non crediamo alla collaborazione del Mascali, con la quale società non corrono rapporti troppo buoni (vedi reclamo per il tesseramento di Grasso, e vedi liquidazione dei danni alla struttura in occasione della partita agostana).
 
 
 
 
 
 

Discussione su Catania: ultrà, guerriglieri e devoti… “E adesso tutti da Sant’Agata”

Citazione

Catania: ultrà, guerriglieri e devoti… "E adesso tutti da Sant’Agata"

CATANIA – Lui c’era, lui c’è. Allo stadio e al Duomo. "Sono devoto". Lui ha fede: nel Catania, anzi nella curva nord, e in Sant’Agata, patrona della città. Calcio e chiesa, una religione che non si discute. Se tifi quando c’è da combattere ti fai avanti. Via il passamontagna, avanti con il sacco, l’abito tradizionale di chi tira il fercolo.

Lui oggi va in processione, porterà i ceri, farà penitenza. Onora la tua squadra e la sua santa. Doppio ultrà. Pazienza per la puzza di morte e di lacrimogeni. Per una celebrazione ormai decapitata e un po’ assurda: sì alle bancarelle con lo zucchero filato, no ai fuochi d’artificio. Si tradisce la vita e poi ci si batte il petto. La città ci tiene alla sua messa: "Non è giusto privarci della nostra festa". Già, Sant’Agata. Occhi azzurri, volto non molto beato. Insidiata, imprigionata, torturata. Si ribellò al governatore romano Quinziano, che le fece tagliare i seni. Come scrisse Giovanni Verga: "Il gran veglione di cui tutta la città è teatro".

Il Carnevale di Catania, sentito, sentitissimo. Più di un milione in piazza. Con tutto il rispetto, un altro derby.

Il ragazzo viene in moto, ha una giacca di cuoio nera, scarpe Nike, jeans, capelli scuri, fuma. Zona stadio, più in là altri ragazzi con tute da ginnastica e capelli con erezione da lacca. "Facciamo che mi chiamo Francesco". Va bene, facciamo. "Mi hanno sparato un lacrimogeno in faccia, non ci ho visto più, soffocavo, ho avuto paura". E allora? "Allora siamo entrati senza essere perquisiti. Pistole, razzi, bastoni. Nessuno ha controllato. Voleva venire allo stadio pure la mia ragazza, ma le ho detto che era meglio di no". Giochi a calcio? "No, faccio kickboxing, vado anche ai tornei".

Genitori? "Lavorano tutti e due. Gente brava, incensurata". Perché dici così? "Perché un amico che stava con me e che è stato trattenuto tutta la notte in questura ha il padre pregiudicato. Non sono stati gentili con lui, gli hanno anche gridato assassino, poi l’hanno lasciato andare. Ha 15 anni ". Ce l’avete con la polizia? "Da quando a Catania è arrivato il nuovo questore molte cose sono cambiate". Sei un giovane ultrà? "Sarò pure giovane, ma io curva nord ci vado da 12 anni. La squadra è tutto, ma Sant’Agata è ancora di più, chi viene da fuori non può capire. Io se vado in America per la festa della nostra santa tornerò sempre. Io stamattina mi sveglierò alle cinque, perché non voglio perdere la messa dell’Aurora e quando portano fuori Sant’Agata sarò lì a tirare il cordone lungo 120 metri. Faccio vedere?".

Cosa? "Il tatuaggio sulla gamba: Nofaquie. Significa: non offendere la patria di Agata in quanto essa è vendicatrice delle offese ricevute. La frase è scritta sull’abside del Duomo. Io stanotte mica torno a casa. Sto fuori per la santa. Sono devoto". I tuoi amici dell’altra sera dove sono? "Facciamo che io ora me ne vado". Facciamo che prima rispondi. "Stanno ammucciati". Nascosti. "Se ci sono cento feriti della polizia, ci sono pure un sacco di ragazzi che non si sono presentati in ospedale. Hanno paura". Hai idee politiche? "Destra, come la mia famiglia. Siamo tutti cittadini devoti".

A Catania i baby criminali vanno forte. Lo ha confermato anche l’apertura dell’anno giudiziario: seconda città d’Italia per percentuale di minori arrestati. Una città che da tempo ha dichiarato guerra a se stessa. C’è chi viene fermato con il colpo in canna, chi con il giubbotto antiproiettile, chi come il pregiudicato Giuseppe Sciotti viene sparato mentre accompagna la bimba all’asilo.

Al bar davanti al Duomo Alfio Ferrara, segretario provinciale del Siulp, parla a nome dei poliziotti: "Hanno scritto che moriamo per 20 euro di straordinario. Falso, al netto sono solo 12 euro. Tutto era ed è premeditato da molto tempo. Per Catania-Udinese c’erano 50 bombe-carta. Per Catania-Messina gli ultrà hanno simulato una rissa e un bambino in pericolo per attirare un nostro collega e pestarlo a morte. Ha subito l’asportazione della milza. E intanto a noi in dotazione danno i tappi per le orecchie, segno che certe ormai sono scontate. La verità è che se manganelli un tifoso sei uno scemo che se la prende con i ragazzi e se ti fai accoltellare sei uno scemo che non sa difendersi dai ragazzi. Fai sempre la cosa sbagliata".

Palestra di una scuola superiore in zona Barriera, a nord della città. Si sta giocando una partita di volley. Un minuto di raccoglimento per l’ispettore Filippo Raciti. Un minuto sentito e rispettato. In campo ragazzi minorenni. Domanda: qualcuno di voi c’era l’altra notte? Si fa avanti un quindicenne, unghie mangiucchiate, capelli ricci, molto tifoso, genitori commercianti. "Era una situazione pazzesca. Ho dato aiuto ad un amico in difficoltà. L’ho fatto venire a casa, era malconcio. Quasi intossicato".

Già, un amico in difficoltà. Pare di rivedere la stessa scena di quando a Firenze gli ultrà andarono in tribunale con sciarpe e scarpe viola insieme alle madri di "Pitone", "Morto" e "Vizia" a difendere i loro figli come fossero El Cid e non disgraziati che nel 1989 avevano bruciato con le molotov Ivan Dall’Olio, 14 anni, sfegatato del Bologna, ustioni sul settanta per cento del corpo. Guai a dirlo al ragazzo. Anche lui è devoto. Anche lui fila dalla curva per andare in processione. "Chiaro che mi metto il sacco e la scuzzetta".

Il cappellino nero sul saio bianco. Tutti peccatori, tutti redenti. Sant’Agata prega per noi. Per questa città che festeggia e seppellisce, che fa prendere aria ai santi e la toglie ai vivi.

 
 

VERGOGNA!

Non c’è mai fine all’ignoranza, guardate cosa si deve leggere (fonte ansa.it)

A Livorno scritte contro agente

Vergate sul muro esterno della sede quotidiano ‘Il Tirreno’ <DIV>

-LIVORNO,3 FEB- Tre scritte contro il poliziotto rimasto ucciso nei disordini di Catania sono vergate sul muro esterno della sede del quotidiano ‘Il Tirreno’. Una delle tre scritte, "morte allo sbirro" reca la firma di Acab (acronimo inglese che sta per ‘all cops are bastards’). Nelle altre due si legge "Un altro Filippo Raciti, Ultras liberi" e "2/2/2007 vendetta per Carlo Giuliani" (il giovane morto a Genova durante il G8).

 
 
Dove arriva l’assurdo…