I Giornata di Ritorno Campionato d’Eccellenza gir.B

 Due Torri ACIREALE 1-2
SI RIPARTE!
– Coppia gol: Antonucci-Marino –
– Assenti i gruppi della Curva SUD –
– Riportiamo l’Intervista al Direttivo della Curva –
Abbiamo voluto fare una chiaccherata con alcuni responsabili del direttivo della Curva Sud , nella sede della Fossa dei Leoni. Pur non essendo avvezzi ai taccuini e a rilasciare interviste abbiamo raccolto le ragioni della protesta silenziosa in atto da diverse settimane focalizzandone i motivi.
Bisogna incominciare dal fatto di cronaca che ha turbato tutto il mondo del calcio: la tragica morte di Gabriele Sandri.
In quel 11 Novembre la tifoseria acese era in fermento per il tanto atteso derby stagionale con i "cugini" del giarre. Derby che manca da 15 anni, derby che richiama al Tupparello oltre 1700 spettatori. La Curva Sud da spettacolo di calore e colore per tutto il primo tempo, poi la decisione di non cantare più durante il secondo tempo.
"Al momento della notizia ufficiale della dinamica della morte di Sandri- a parlare sono i rappresentanti del Direttivo all’unisono – abbiamo deciso di ONORARE la memoria di una ragazzo come noi che ha avuto il solo torto di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Il secondo tempo in silenzio è servito solo a far riflettere tutti noi e tutti i presenti su questo grave episodio di cronaca. Il silenzio non era da associarsi alla prestazione della squadra in campo, come da più parti è stato equivocato.
Da quest’episodio, che si associa alla morte dell’ispettore Raciti di pochi mesi fa, un’ulteriore giro di vite repressiva ha coinvolto il movimento ultras in Italia e ad Acireale.
"A Grammichele abbiamo continuato la scelta di non cantare. Il silenzio è durato 20 minuti dopo i quali abbiamo tifato per NOI, per la maglia che amiano e in onore dei nostri IDEALI. Ma la sorpresa doveva ancora arrivare.
Infatti a pochi minuti dall’inizio della partita con Camaro, le autorità presenti allo stadio ci invitano (con modi certo non idilliaci e con la cadenza classica del soppruso) a "liberare" il deposito presente sotto la Curva, che abbiamo in "gestione" da 15 anni, mettendoci la faccia e la responsabilità per ogni eventuale problema. In questo deposito veniva conservato tutto il materiale coreografico che è impossibile spostare in occasione di ogni poartita.Questa scelta priva di buon senso e del tutto fuoriluogo non è che la classica goccia che fa traboccare il vaso !!" L’ Ultras acese già da molto tempo vive in uno stato d’assedio cosi come in tutto lo stivale, ma qui vuoi per la vicinanza a Catania, vuoi per gli avvenimenti accaduti da quel 2 febbraio siamo diventati il problema principale da eliminare in città. Si è deciso di non cantare perchè la nostra DIGNITA’ vale più di ogni altra cosa. Quest’anno, nonostante le diffide e il clima repressivo nei nostri confronti, con tensione alimentata anche con atteggiamenti giornalieri, non abbiamo MAI causato motivi di turbolenze o arrecato danno a cose o persone; la società non si è MAI vista  multata o peggio sanzionata con squalifiche di campo imputabili al comportamento dei suoi tifosi. Ma il nostro silenzio non è stato "capito", o si è fatto finta di non capire.
Così anche a Rosolini si è deciso di stare in silenzio, pur essendo vicini alla squadra. Nessun componente della società è venuto a chiedere spiegazioni, a cercare di capire i motivi della protesta. Si arriva alla partita col Castiglione, in cui si decide di lasciare il settore "ultras" vuoto. Scelta dolorosa per noi che amiamo la CURVA come e forse più di molti che vengono allo stadio…QUEI GRADONI SONO LA NOSTRA CASA !
A Riposto, epilogo del girone d’andata, i principali componenti dei gruppi sono rimasti a casa, e la contestazione inscenata da alcuni presenti è comunque rimasta circoscritta ai tempi della partita, e forse qualcuno dovrebbe passarsi una mano sulla coscienza prima di incolpare gli ultras: qualcuno che in giacca e cravatta e rappresentando una figura di primissimo livello era dietro la rete ad aizzare i tifosi contro i giocatori"

Tutte queste motivazioni – caso Sandri, repressione, problemi locali – hanno dunque portato ad un malumore sfociato in maniera civile in una forma di SILENZIO, che però si associa a quello innegabile di un pò tutta la piazza acese.

"Certamente – continuano nella chiacchierata – le previsioni di inizio stagione prevedevano un Acireale capace di lottare per vincere il campionato. Capiamo benissimo il fenomeno Castiglione, ma certamente il rendimento della squadra è stato IMBARAZZANTE. Tutto ciò porta la mancanza di stimoli, la città non percepisce più il clima partita degli anni passati. Che le intenzioni della società erano altre, lo dimostra lo sforzo compiuto in questi giorni con l’ingaggio di altri elementi in vista del girone di ritorno. Pur dando merito alla società per l’impegno economico profuso nei due anni di gestione Massimino, è innegabile che i programmi non appaiono chiari e di lunga durata, vorremo una società affidata in mani competenti con un progetto serio.
Manca la cura del rapporto società-pubblico, società-mass media. E’ inaccettabile che le emittenti locali non attenzionino le vicende della squadra per beghe di paese. Nè tantomeno che non vengano attenzionati i nostri problemi. Nessuno della società si è speso per ricercare la responsabilità del "sequestro" del deposito presso gli assessorati comunali, uffici responsabili del "fattaccio".
Dato che riteniamo che la componente principale del "contesto calcio" ad Acireale è la tifoseria – organizzata e non- riteniamo di meritare RISPETTO ed ATTENZIONE, non solo quando le cose vanno bene, ma soprattutto adesso dopo aver dimostrato di essere sempre accanto alla squadra, fin dalla presentazione al Villaggio Madonna degli Ulivi, accogliendo la famiglia Massimino nuovamente pur dopo non essere stata chiara in estate e aver gestito non certo nel migliore dei modi anche le vicende del campionato scorso.
Non vorremmo che vicende extra calcistiche, questione della gestione dello stadio, motivo di diatriba tra Comune e società, sia presa come scusa per far dello scarica barile per la questione del "nostro" deposito: noi non vogliamo essere strumentalizzati da nessuno, perchè le nostre lotte a difesa dei nostri ideali la combattiamo ogni giorno oggi come ieri, indipendentementa da chi occupa le poltrone della società o del Comune."

Messaggio chiaro, dunque, rivolto verso chi adduce motivazioni in merito alla protesta restandone a margini e giudicando dall’esterno.

"La forma di protesta per questa situazione verrà quindi di volta in volta studiata, in base al susseguirsi degli eventi. Oggi per esempio, s’è deciso di non andare a Gliaca di Piraino per la partita. Purtuttavia tutti i gruppi organizzati si sono riuniti in sede dimostrando di essere comunque attivi e presenti sul territorio, credendo fermamente in ciò che facciamo.e vivendo sempre e incondizionatamente la nostra vita ULTRAS.
Nonostante questa situazione rimaniamo vigili, attenti e legati alle vicende del NOSTRO Acireale.
Tutto quello che abbiamo fatto, facciamo e faremo è sempre e solamente per il BENE della maglia granata, fede che viviamo sette giorni su sette, perchè per noi L’A.S.Acireale è OGGI,è stata IERI è lo sarà DOMANI.
Dietro quegli striscioni c’e una storia, ci sono anni di sacrifici, di battaglia, di Gloria ci sono ragazzi che per il loro onore attualmente devono rimanere lontano dagli stadi e quindi per noi la fede per l’Acireale e la sua difesa, il senso d’appartenenza ed il nostro modo di vivere e pensare sono ben più importanti di Due Torri-Acireale"

Speriamo di aver reso un servizio utile a tutti coloro che ancora non capisco o fanno finta di non capire le problematiche che vengono affrontate di giorno in giorno da chi è Ultras. Abbiamo trovato massima disponibilità al dialogo e sincero amore per i colori granata. Ma di ciò non avevamo alcun dubbio…

Vincenzo Barbagallo
 
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