Playoff Campionato di eccellenza gir.B – I Turno –

 Palazzolo ACIREALE 0-0
FINE DELLA CORSA
– Vani gli assalti granata: Merletti chiude la porta! –
– Bilancio negativo della stagione. E ora? –

 
 

Finisce la stagione calcistica per gli sportivi o, meglio, tifosi acesi.

L’undici granata, infatti, non è riuscito ad andare oltre lo 0-0 che, in virtù della classifica finale del torneo, non permette di accedere alla fase successiva dei playoff.

L’Acireale si presentava a Ragusa (è inutile sottolineare ancora una volta come la sede di un incontro “campo neutro” ci veda sempre geograficamente svantaggiati…) con una formazione quasi-tipo con l’assenza del solo Sposito (Ranno, purtroppo, non ha mai potuto partecipare al torneo).

Ci credevano i circa 500 sostenitori granata giunti nel capoluogo ibleo, forse un po’ meno (!) i quasi cento gialloverdi con nonni e bebè al seguito.

L’incontro ha, nella sua totalità, visto l’Acireale protagonista con un ottimo quarto d’ora iniziale dove si conteranno almeno tre occasioni d’oro che, tra portiere avversario e poca incisività nostra, risulteranno vane e un buon quarto finale con la clamorosa azione che ha portato Antonucci ad un passo dal miracolo ma, purtroppo, il “rigore in movimento” calciato dal bomber acese risultava poco (o per niente) preciso e addio ai sogni.

Non va di raccontare oltre. Chi ha avuto la possibilità di vedere l’incontro ha rivisto per lunghi tratti il solito Acireale: macchinoso, precipitoso e quant’altro occorre per non far arrivare il pallone nell’area avversaria grazie agli inutili lanci lunghi (e spesso altissimi) preda dei pascoli che attorniano il rettangolo verde (per la cronaca: non un solo raccattapalle ha servito l’intero match ed ogni spettacolo dell’attesa del recupero-pallone è stato pagato con il biglietto d’ingresso a 10€!).

Ai punti avrebbe senz’altro vinto l’Acireale, pochissima cosa il Palazzolo venuto a Ragusa per non prenderle e capace di non essere mai pericoloso per tutti i novanta minuti. L’atteggiamento gialloverde era tipico di una squadra che gode del fattore classifica: morti che resuscitano, palloni scaraventati lungo le piste (leggasi precedente nota sui raccattapalle) e via discorrendo ma il tutto è previsto e ci può stare.

Come detto, fine partita amaro e ritorno lunghissimo…

Colpe del mancato successo o merito nell’essere arrivati sin lì?

Matematicamente parlando, l’Acireale non derubata dei punti di penalità avrebbe passato il turno.

Questo è il commento più sentito al triplice fischio finale.
Il discorso ci potrebbe anche stare, ma:

1.Nessuno può assicuraci che l’Acireale avrebbe fatto lo stesso risultato (e la stessa prestazione) col favore del terzo posto…

2.Dato che i punti sono stati tolti non alla penultima giornata, perché non si andava a “GIOCARE” in campi come Camaro o Castiglione dove, invece, la squadra è sembrata essere quasi di “terzo incomodo”, pronta solo a far festeggiare o esaltare gli avversari (il campionato si chiude con i granata che, tolto il 5-0 proprio ai palazzolesi, non coglie punti con le grandi…) dimenticando che cosa significhi essere l’ACIREALE.

 

Non si vuole difendere nessun atto “di violenza” (l’invasione di campo, peraltro con una recinzione da pollaio, è un gesto sicuramente sconsiderato ma, secondo me, insufficiente a togliere punti in classifica ad una società che, per tutto l’anno, non ha avuto un solo euro di multa!).

La cosa che onestamente mi fa cadere in uno sconforto più assoluto è sentire parecchi “sportivi” (stavolta il termine è corretto) che invocano acquisti di titoli vari o fusioni con questa o quella società, il tutto per giocare in D l’anno prossimo.

Ma cosa vuol dire per loro “ORGOGLIO ACESE” (nessun riferimento al gruppo della sud), “DIGNITA’ “ e soprattutto “AMORE PER LA MAGLIA”.

MI VIENE LO SCHIFO SOLO AL PENSIERO: L’AS Acireale in serie D grazie all’ottimo campionato del Castiglione oppure per la salvezza di un Saro Foti ad Acicatena.

Ma stiamo scherzando?

Io prometto sin da subito d’abbandonare lo stadio (e quindi il calcio dato che per me è l’ACIREALE l’unico motivo di seguirlo) se dovessi andare in giro vergognandomi di una promozione mai avvenuta.

Il Cosenza da ben tre o più anni “ruba” squadre a paesi limitrofi (Castrovillari, Rende, ecc…) ed è salita solo quest’anno perché non basta comprare titoli o categorie, occorre AVERE LE CAPACITA’ economiche e dirigenziali altrimenti passeremo anni a svendere la nostra IDENTITA’ (che fino ad oggi ci rende quasi unici in questa regione) per soddisfazioni effimere di qualche mese estivo.

Già immagino le “feste” per una serie D inutile che magari dura un anno.

NO AL CALCIO MODERNO non è una scritta per vendere o farsi magliette.

Il calcio (cioè l’ACIREALE) è PASSIONE, è FEDELTA’, è GIOIA e DOLORI purchè tutti farina del nostro sacco.

L’arrivo a Ragusa di ieri pomeriggio mi ha quasi emozionato. Da un bel po’ non si parlava di partite da vincere o roba simile e la delusione provata è stata immensa ma SEMPRE perché è l’ACIREALE ed è la squadra nata e cresciuta ad ACIREALE. GRAZIE A NESSUNO!

Poi c’è chi si vantava di dire “meglio in promozione che con Pulvirenti” adesso, invece, siamo tutti disposti a ringraziare Mirto o Nino Nicotra per…una serie D!!!

L’Acireale deve pensare a disputare nel migliore dei modi il prossimo torneo d’Eccellenza. Ci sarà nuovamente da combattere con il ritorno del Ragusa, del Milazzo o dello stesso Giarre se avrà certe ambizioni.

Secondo me, la squadra non è da smantellare.

Per tutto il torneo è mancata la pedina del regista o di quel giocatore che riesca a distribuire palloni con intelligenza.

Manterrei il contestato (solo nel dopo partita) Antonucci, reo di aver sbagliato l’OCCASIONE ma autore di un’ottima stagione che l’ha visto portarsi da solo il fardello di un intero reparto. Terrei l’ottimo Fascetto, sempre preciso e sicuro anche ieri al Selvaggio.

Penserei da subito a degli under che siano in grado di non far odiare domenicalmente questa maledetta regola dilettantistica.

In poche parole, le promozioni si guadagnano sul campo e siccome siamo l’Acireale occorre provarci ogni anno ma sempre più con criterio e scelte oculate.

Occorre una dirigenza che sia davvero vogliosa di far il salto di categoria e non per dar la gioia di qualche mese ma per radicarsi in un campionato difficilissimo come la D dove un Siracusa giace da una vita, dove un Cosenza fallisce anni prima del successo, dove un Giarre ricade nell’inferno dopo appena una stagione.

Un anno di Eccellenza come quello appena passato non è da buttare, ma dovrebbe servire da base. Abbiamo capito che in questo torneo non si vince se si spende (come un anno fa) ma è altrettanto vero che non è un campionato impossibile.

Rimbocchiamoci le maniche, società e tifoseria.

Maturiamo questa delusione e ripartiamo con più cognizione di causa.

Lasciamo stare i ricorsi o quant’altro, l’Acireale non avrà mai favori in questi anni da una Lega che si oppose due anni or sono al ripescaggio in Eccellenza!

A buon intenditore….

 

NO AGLI IMBROGLI ESTIVI

NO ALLE FACILI ILLUSIONI

NO AL TIFOSO MODERNO

 

NOI SIAMO L’ACIREALE !!

 

 

Commento a cura di Emanuele Addia

 

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