4a Giornata Campionato di Eccellenza Sicilia gir.B

 ACIREALE  Ragusa 1-0
UN LAMPO NELL’ARENA!
– 6 espulsi la dicono lunga sull’incapacità dell’arbrito Reni di Pistoia –
– Calascibetta firma la vittoria che rilancia i granata –
– Finale a cardiopalmo e SuperGreco salva i tre punti! –
 
"Picchia forte senza paura" oltre ad essere un coro degli ultras acesi, utilizzato per spronare i giocatori a tirare fuori gli attribbuti, deve essere anche il motto scritto negli spogliatoi delle squadre che affrontano l’undici granata. Dopo il Paternò, anche la capolista Ragusa, si presenta al Comunale di Pedara con il solo scopo di bersagliare caviglie e gambe di capitan Costanzo e compagni.
 
Risultato? 6 espulsi (tre per parte) e nervi a fior di pelle!
 
Sarà che i tori sono di casa negli altipiani ragusani, sarà che l’unica arma a disposizione degli azzurri contro l’Acireale era solo questa, ma è certo che gli iblei hanno scambiato il campo come una "plaza des toros", una bella arena in cui caricare i giocatori in maglia granata. L’ottimo Nobile, tale solo di cognome, bovino di qualità pedatoria – nel senso di pedate!- ha orchestrato una bella caccia a Costanzo con il permesso del mediocre arbitro Reni di Pistoia coadiuvato dai ciechi guardalinee che ben altro hanno fatto invece di aiutare uno spaesato toscano sceso domenica in quel di Pedara.
Partita maschia, anche troppo, dunque!
Subito palla a due e subito fallo su Delle Vedove che viene inserito sin dall’inizio da Zampollini per dare ordine al centrocampo acese. Il Ragusa appare comunque ben quadrato e tra un fallo e l’altro, con l’arbitro colpito da improvvisa miopia, va avanti il primo tempo in cui si contano più le gomitate che anche Costanzo comincia a rifilare al Nobile bovino che lo marca piuttosto che i tiri in porta.
Ma l’unica occasione per sbloccare la partita ce l’ha proprio il capitano granata che sbaglia il piattone sinistro proprio dal dischetto del rigore, permettendo al portiere ibleo la facile parata.
 
Alla fine del primo tempo va in scena un’ingiustificata caccia all’uomo. Nobile e Mastronardi non hanno di meglio da fare che scambiarsi parole, si creano dei capannelli di giocatori e inseguimenti tra gli stessi che riscaldano gli animi anche in tribuna dove gli oltre 1300 acesi cominciano a rumoreggiare.
Alla ripresa del gioco si fa la conta dei superstiti: 10 in campo per l’Acireale (due espulsioni subite: Consoli e Mastronardi dalla panchina) 9 per il Ragusa (il portiere Silvestri e Campanella). Stranamente in campo il buon Nobile e un altro torello, tale Strano giocatore col numero 9 azzurro, strano di nome e di fatto, signore che non ha trovato di meglio che gridare "Bastardi, pezzi di merda" al pubblico acese reo di averlo finalmente reso giocatore vero: chi può considerarsi tale se a vederlo ci sono solo 4 amici? questo bovino farebbe meglio a ringraziare la gente acese invece di insultare…
Insomma la ripresa del gioco è ancor più nervosa e grintosa, ma stavolta in campo si è il 11 contro 9 perchè il pubblico granata incita ancor di più i "superstiti" e "picchia forte senza paura" dalla tribuna.
Episodio preludio al gol granata: contropiede acese, Costanzo costringe il secondo portiere ibleo all’uscita infischiandosene dell’ennesimo svenimento in mezzo al campo di un giocatore ragusano che si accascia a terra come una provola mal riuscita, quel signore di Nobile rifila un bel buffetto in faccia al capitano granata e l’ottimo Reni espelle giustamente il Nobile bovino e lo stesso, incredulo, Costanzo!
In 9 contro 8 risulta decisivo Martelli, da una sua fuga sull’out sinistro nasce il gol due minuti dopo l’epulsione: la palla giunge al limite dell’area di rigore, Calascibetta controlla, guarda il portiere posizionato male al centro dell’area di rigore e s’inventa una rabona fantastica. La palla sta in aria un tempo indefinito, e si spegne all’incrocio dei pali…Boato infernale e grande esultanza da parte degli acesi.
Poi la partita potrebbe essere chiusa, ma l’Acireale ama complicarsi la vita e deve subire il ritorno dello spacciato toro azzurro. Sono la traversa e poi Greco a dire di no al pareggio, ma sul finale di corrida è Rametta a colpire un palo e il portiere in uscita sbagliando il gol che avrebbe matato definitivamente il bovino ibleo, che invece morirà dissanguato tra atroci sofferenze!
 
Che dire di una corrida? 
Che fsarebbero state tutte battaglie s’era capito già l’anno scorso, che i giocatori granata si adeguino al clima di festa che li accoglie in campo è l’augurio che tutti i supporters granata si auspicano. Domenica loro erano lì a incitare, magari capiterà (come ad Enna) che un Prefetto si alzi e vieti loro la trasferta, e allora sarà in quelle occasioni che i giocatori dovranno difendere maglia ed onore di un’intera tifoseria.
Commento a cura di Vincenzo Barbagallo
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