4a giornata ritorno Campionato Serie D gir.I

ACIREALE – Nissa 0-1

Acireale…nell’ABBISSO!
– Decisioni discutibili dell’arbitro palermitano che condizionano il risultato –

Quando una squadra è in palese difficoltà, quando si gioca sempre con l’acqua alla gola, quando tutto gira storto, non puoi preoccuparti anche dell’arbitro che dirigerà l’incontro. Invece forse, dovrebbe essere così.  Il fischietto palermitano, appena qualche anno fa fu in grado di condizionare la Finale della Coppa Sicilia di Promozione, favorendo la vittoria del Grammichele con tutto quello che ne conseguì per l’Acireale ( squalifiche di campo ed esclusione dalla coppa Italia d’eccellenza per un anno!). Anche oggi, questo fischietto palermitano dal nome “profetico”, ha incanalato la gara in una certa maniera, non tanto nell’ episodio del calcio di rigore, quando sulla eccessiva valutazione dell’espulsione di Lombardo che ha costretto i ragazzi di Infantino a 70’ in inferiorità numerica.

Non cercheremo altri alibi: l’Acireale è comunque una squadra in crisi, di identità, soprattutto, ma anche di gioco: troppi palloni mal gestiti dagli uomini di maggior esperienza del centrocampo acese. Librizzi e Calà Campana sono stati spesso in difficoltà, incapaci a costruire gioco. La Nissa è una squadra solida, tranquilla e che gioca a memoria: senza far nulla di trascendentale e con l’”aiutino” della superiorità numerica ha portato a casa i tre punti, meritandoli, ma senza fare chissà cosa. Allora, nel giudicare la prestazione odierna dell’Acireale serve dare il giusto peso ai fatti: espulsione sicuramente eccessiva, ma la poca lucidità nell’affrontare le fasi di gioco hanno fatto il resto. L’affanno con cui si gestiscono certe situazioni va a pesare nell’economia della gara: troppi interventi scomposti, troppe palle gestite male, troppo poca manovra per smarcare gli attaccanti che sembrano fuori dagli schemi. Insomma una situazione che non lascia intravvedere vie d’uscita. L’unica carta di fiducia che possiamo concedere alla squadra è che il cambio del tecnico debba ancora portare i suoi frutti. La sosta forzata di domenica prossima ci costringe a vedere dal di fuori gli eventi delle altre squadre impegnate nella lotta per non retrocedere. I 10 giorni che ci separano dalla trasferta di Modica serviranno ad Infantino ad inculcare quella voglia di combattere che durante la partita pare essersi smarrita. Senza sangue agli occhi la salvezza è davvero impossibile!

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