Archivi del mese: maggio 2011

Verso la nuova stagione

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Sono passati 8 giorni dal comunicato della società e nulla si muove all’orizzonte. Dopo la sbornia dell’incontro con Papadopulo, un grande uomo oltre che un allenatore che ha vinto molto nella sua brillante carriera, la testa dei tifosi si è riempita degli enigmi che gli riserva il futuro societario.

In un articolo apparso sul quotidiano LA SICILIA il presidente Pennisi dice che nessuno si è fatto vivo per l’acquisizione della società, che l’attuale dirigenza è disposta a cedere gratuitamente, a patto che chi fosse interessato alle sorti della squadra abbia maggiori potenzialità rispetto all’attuale dirigenza. Infatti, il pensiero di Pennisi è chiaro: l’attuale gruppo potrebbe pure continuare a patto che non si chieda più di un campionato-salvezza. Discorso finalmente chiaro, senza fronzoli o giri di parole: più di questo non ci possiamo permettere.
Una presa di coscienza che non lascia spazio ai voli pindarici di una parte di tifoseria che “pretende” altri scenari per l’Acireale. Scenari possibili solo se la condizione economica in cui versa la società cambi in meglio.

Cosa aspettarsi allora per il prossimo campionato? Sicuramente un campionato in cui l’ambizione della tifoseria dovrà essere riposta nel cassetto in attesa di tempi migliori. Obiettivo chiaro: salvezza, con ogni mezzo possibile, compreso il passaggio ai playout, se necessario.  Compattare tutto l’ambiente, se necessario con un incontro tra le parti, componenti societarie e tifoseria (organizzata e non).
Infine, abbassamento dei prezzi di ingresso allo stadio, suggeriamo noi, dato che la media spettatori non è stata elevatissima (ma pur sempre 350 abbonamenti firmati sulla fiducia)  e che la voce incassi non è il maggior introito per le casse societarie, per favorire ed invogliare gli sportivi ad andare a vedere la squadra granata dal vivo.  Favorire con uno sconto chi ha sottoscritto l’abbonamento per la stagione appena conclusa: non sarà un granchè, ma è pur sempre un segno di gratitudine che la società riconosce agli sportivi che, nonostante la squadra abbia deluso le aspettative, sono sempre andati a vedere le partite della squadra del cuore.E pazienza se i risultati , in termini di presenza sulle tribune, non saranno quelli sperati: metterci tutti i mezzi possibile è segno di avvicinamento alla piazza.

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Incontro con Beppe Papadopulo

Si chiude tra gli applausi misti a commozione il primo incontro “Memorie di Sport Acese- I protagonisti si raccontano” organizzato dalla USSI e dalla Città di Acireale, che aveva per protagonista Beppe Papadopulo , indimenticato condottiero granata della scalata alla serie B e della storica salvezza ottenuta dopo lo spareggio con il Pisa.
Non solo le imprese sportive, ma lo spessore di un uomo che ha legato da subito con l’ambiente granata e con la città che gli ha riversato affetto e stima che continueranno nel tempo. Un’occasione per rinverdire la memoria, per respirare un pò di entusiasmo dei tempi d’oro del calcio granata. Belle le parole dei vari intervenuti: il dott. Contarino che ha inserito le gesta sportive nel contesto più ampio delle ambizioni della città  e della classe politica del tempo; le parole di Orazio Sorbello -capitano e bomber acese doc- e di Piero Infantino acese d’adozione per la militanza nella squadra dal 1989 al 1993 , hanno aiutato a delineare lo spirito che si respirava all’interno dello spogliatoio ed il feeling che s’era creato tra le varie componenti del progetto Acireale; gli aneddoti di Tonio Rapisarda, grande dirigente, hanno strappato sorrisi alla platea. Insomma un tuffo nel passato che ha lasciato molto ai presenti.

Comunicato stampa

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Puntuale come un treno svizzero, alla vigilia della domenica, ecco il Comunicato della società che conferma la volontà a disimpegnarsi dal portare avanti il progetto. Nessuna delusione, nessun gesto di isterismo pare aver colto la tifoseria, una parte della quale addirittura viene additata come  “ingrata” in quanto non soddisfatta della salvezza appena raggiunta.
Riportiamo il comunicato per come lo abbiamo ricevuto:

La Società SSD Acireale Calcio 1946 ritiene di avere conseguito, grazie all’impegno e agli sforzi economici profusi dai soci, dagli sponsor cittadini e dagli abbonati, l’obiettivo prefissato della permanenza della squadra,  entro il regolare termine del campionato, nella categoria appena conquistata.

Tuttavia, una parte significativa della tifoseria, non ritenendo sufficiente tale traguardo, ha lungamente manifestato il desiderio di trovare un’altra compagine societaria degna della Città e del blasone della squadra.

Augurandosi che questo desiderio possa ottenere positivo riscontro, l’attuale società non ritenendo di potere assicurare in futuro, con le risorse di cui dispone, il raggiungimento degli ulteriori prestigiosi traguardi a cui i tifosi legittimamente aspirano, comunica che intende lasciare il posto ad Enti o gruppi imprenditoriali pronti ad assumere nel più breve tempo possibile la gestione della più importante realtà sportiva di Acireale.
Ufficio stampa SSD ACIREALE CALCIO 1946

Il saluto di mister Infantino

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Con una lettera pubblicata sul sito ufficiale della società granata, Piero Infantino saluta tutto l’ambiente che lo ha accolto nelle ultime 16 giornate del torneo di Serie D.
Il cammino di Infantino sulla panchina granata è stato buono: il tecnico è riuscito nell’impresa di salvare la categoria senza passare dai playout. Certamente il finale tribolato, con la testa rivolta alle vicende di Caserta ha fatto passare in secondo piano l’impresa che mister Infantino ha saputo compiere da condottiero granata.
Nella lettera Piero Infantino ringrazia tutte le componenti della società, i giocatori e lo staff tecnico per lo spirito di gruppo che hanno manifestao e la disponibilità con il quale hanno accolto le sue direttive.

Colpiscono, e riteniamo mai come queste sincere, le parole di affetto per Acireale, più volte indicata dallo stesso mister come la “sua citta” :
“Non sono da secondo piano, anzi, i miei ringraziamenti per la Città, l’Acireale sportiva e per tutta la TIFOSERIA GRANATA.
A tutti un abbraccio grandissimo…ed il cuore in tumulto !”

Buona Fortuna, mister Infantino!

Consigli per le vacanze

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Tempo di Bilanci

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Tempo di bilanci di fine anno, non solo quelli meramente economici, che sono importantissimi, ma anche di quelli tecnici  legati ai risultati conseguiti in campo.
L’Acireale chiude un Campionato dal doppio volto .

La stagione dell’Acireale si può scindere in due “epoche” l’epoca Breve, durata 20 giornate, e l’epoca Infantino, tecnico che ha guidato la squadra nelle ultime 16 giornate, conquistando la salvezza della categoria senza passare dei playout.
Un’unica costante ha pervaso la stagione: il mal di trasferta che ha pesantemente condizionato il cammino dell’Acireale nell’una e nell’altra fase.
Iniziamo dai numeri inanellati da mister Breve: 5 vittorie 5 pareggi e 10 sconfitte con 20 gol fatti e 27 subiti. Sono 20 i punti conquistati dalla squadra granata.
Partono a rallentatore i ragazzi di mister Breve: 2 sconfitte alle prime due uscite, ma si dice che è frutto del via via di inizio stagione. Poi 5 risultati utili consecutivi fino alla partita di Caserta, crocevia in negativo della stagione. Eppure i granata, contro la Casertana  sciorinano un buon calcio:  i falchetti vincono 2-0 ma sudano la proverbiali 7 camicie e ci rimbombano ancora nelle orecchie i complimenti degli addetti ai lavori che parlano di un Acireale che sarebbe uscito dai bassifondi della classifica. Invece i granata inanellano una serie nera di prestazioni facendo accendere l’allarme nei tifosi e nella società. Le 4 sconfitte esterne consecutive, combinate dai passi falsi interni contro Ebolitana, Forza& Coraggio e Cittanova chiudono definitivamente i sogni di gloria all’ambiente, relegando i granata alle soglie del baratro.
La sconfitta interna contro il Cittanova segna anche la fine dell’era Breve. Il tecnico della promozione in D viene esonerato perchè la squadra non appare più in grado di reagire alle disavventure che le capitano di volta in volta. Serve una scossa ed un allenatore di temperamento che dia alla squadra la giusta mentalità per tirarsi fuori da una situazione inattesa.
La scelta della società cade su Piero Infantino, un mai dimenticato ex gladiatore acese, roccioso difensore che ha scritto alcune tra le pagine più belle dalla storia granata.
Infantino ha come obiettivo la salvezza della categoria senza passare dai playout: parte un minicampionato di 16 giornate. In casa i risultati sono lusinghieri: 6 vittorie 1 pareggio  1 sconfitta (al debutto al “Tupparello”contro la Nissa, con un aiutino da parte dell’arbitro che costrinse in 10 i granata e assegnò un rigore dubbio ai nisseni). Il mal di trasferta invece  non ha abbandonato la squadra, anche se le sconfitte (ad eccezione di quella di Benevento contro  una Forza&Coraggio lanciatissima all’inseguimento dell’ Ebolitana) sono tutte di misura ed accompagnate da buone prestazioni. Solo quella di Modica e l’ultima di Marsala lasciano perplessi i tifosi, per tutte le altre un Acireale grintoso è stato punito da qualche episodio. Tra questi ricordiamo un’altra prestazione super a Eboli, quando solo un generoso rigore al 94’ condannò i granata. Ad ogni modo atteggiamento diverso, ma stessi risultati: 1 vittoria 1 pareggio 6 sconfitte. Casa-fuoricasa: stessi numeri specchiati al contrario. 6 vittorie in casa-6 sconfitte fuori; 1 –1 i pareggi; 1 sconfitta interna 1 vittoria esterna.
In questa fase le reti segnate sono 19, quelle subite 15. Di cui al solito soltanto 2 sono i gol fatti in trasferta contro gli 11 subiti!
Dall’analisi dei freddi dati della classifica possiamo evincere che il vero male della squadra è stato il disastroso rendimento esterno: 1 vittoria, 5 pareggi e ben 12 sconfitte totali. Il magro bottino di 8 punti si ripercuote sulla classifica finale in maniera evidente: l’Acireale è salvo grazie alla roccaforte “Tupparello”.
Mancanza di personalità, sfortuna o stagione che si è incanalata in un certo modo e che neppure le buone prestazioni  sono riuscite a cambiare?
Nessuno ci potrà mai rispondere, certo è che fare affidamento al solo rendimento interno è rischioso, come abbiamo potuto notare in questo campionato.

Come convincersi che deve essere così?

defP&P

“Non è possibile non essere ottimisti perché prima o poi
ritorna il sereno

Andrea Camilleri