11a giornata Campionato Serie D gir. I

ACIREALE – S.Antonio Abate 0-1
HARAKIRI
– Un tiro un gol, Sant’Antonio in Paradiso –
– Grande cuore, ma ai granata non basta –

L’Acireale resta con un pugno di mosche dopo aver dominato in lungo ed in largo un Sant’Antonio Abate incredibilmente vittorioso al Tupparello dopo aver sfruttato l’unica palla gol dell’incontro. Agli acesi non resta che riscuotere il caloroso applauso a fine gara da parte del pubblico amico che ha apprezzato la mole di gioco sciorinata e la voglia messa in campo per cercare di riaddrizzare il risultato.
Inizialmente Gardano schiera un Acireale leggermente diverso dal solito: un classico 4-3-1-2 al posto del 4-2-3-1 degli ultimi tempi.
Zelletta tra i pali, difesa affidata a Silvestri-Lombardo-Fascetto-Trovato; centrocampo con Noia- Zumbo-Mautone; Panepinto libero di svariare dietro Frittitta e Radicchio.
I granata appaiono decisi ad aggiudicarsi l’intera posta in palio e sin dalle prime battute stringono d’assedio il Sant’Antonio che è costretto a ripiegare nella sua metà campo. Al 10’ la prima occasione pericolosa per i granata : Panepinto su punizione trova Radicchio pronto a mettere in rete di testa, ma il collaboratore dell’ottimo Guidi segnala un fuorigioco che vanifica il tutto.
Al 18’ un’incorsione di zumbo in area provoca il panico alla difesa ospite: il numero 8 granata optaper un servizio al centro che non trova nessuno dei suoi invece di battere a rete da posizione favorevole. Occasione persa.
La beffa per i tifosi presenti al Tupparello arriva al 20’: Martone approfitta di un lancio in profondità e riesce ad incunearsi in area, dove trova Zelletta sorpreso a metà area di rigore che non riesce ad intervenire sull’attaccante. A nulla serve il tentativo in scivolata di capitan Fascetto, gli ospiti si trovano incredibilmente in vantaggio.
Due minuti dopo tocca a Panepinto procurarsi l’occasione per il pareggio, il suo tiro chiama Della Pietra al miracolo.
Al 25’ è Trovato che prova la conclusione da calcio da fermo, ma il suo tiro è fuori di poco.
Ancora Trovato fa gridare al gol i tifosi sempre su punizione al 28’ ma il pallone sfiora il palo alla sinistra del portiere.
Il forcing dell’Acireale è rabbioso e sfortunato. Al 31’ Frittitta lascia sul posto il suo diretto avversario, ma si allunga il pallone favorendo l’uscita del portiere.
Al 35’ Panepinto avvia un’azione palla al piede, scambia con Radicchio appena dentro l’area e lascia partire untiro che però è debole e centrale.
Il numero 10 granata è ispirato e al 43’ trova un’altro sfondamento centrale, sul rimpallo si inserisce Mautone che scocca un tiro potente ma inpreciso.
Allo scadere della prima frazione di gioco è Radicchio a conquistare un pallone caparbiamente, poi l’attaccante granata si incunea in area di rigore ma non trova il tempo per la battuta a rete.
Nella ripresa il copione non cambia. Granata in avanti e Sant’Antonio a pregare che il risultato non cambi. Gardano effettua un doppio cambio che ridisegna lo schieramento dentro Maggio per Trovato e Savanarola per Noia.
Al 57’ Radicchio salta di testa forse con poca convinzione, la palla deviata dal portiere in malo modo carambola sul palo.
Al 18’ ancora il numero 11 granata è protagonista di una bella azione personale. Dopo aver preso palla dalla destra dell’area di rigore, riesce ad aggirare tutta la difesa ospite, poi lascia partire un sinistro chirurgico che va a stamparsi sul palo.
L’undici di Gardano è un toro ferito e forse perde un pò di lucidità, nonostante il vantaggio numerico che arriva al 22’ per l’espulsione di Martone, reo di aver abbattuto un giocatore granata disinteressandosi del pallone. I granata mettono tutto quello che hanno in campo e cercano il meritato pareggio in tutti i modi.
Al 38’ Savanarola crossa dal fondo,il pallone attraversa tutta la linea di porta senza trovare una deviazione che lo spinga dentro.
L’ultima azione è di Arnone , subentrato al posto di Panepinto, al 42’: il tiro dal limite dell’area in posizione centrale è deviato con la punta del piede da un difensore e termina di poco alto sulla traversa.
A nulla servono i 6  minuti di recupero concessi dall’arbitro.

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