18a giornata Campionato Serie D gir.I

Serre Alburni – ACIREALE 1-0
La storia continua
– Ancora una sconfitta fuori casa –

Siamo alle solite.
E’ passato l’anno vecchio, siamo alla prima di ritorno, ma l’Acireale mantiene le cattive abitudini. Come il lupo che perde il pelo ma non il vizio la squadra allenata da mister Gardano riesce a sviluppare la solita trama: gioco gradevole, qualche occasione e qualche rischio, ma alla fine a cantare sotto la doccia sono gli altri. Alta, media o bassa classifica fa poca differenza: se il risultato è in bilico, se la partita è equilibrata, la zampata che consegna l’intera posta in palio è sempre degli avversari.
Credevamo che il problema di personalità fosse relativo allo scorso campionato: ebbene, non è così. Anche quest’anno l’Acireale fuoricasa non riesce proprio a dare un senso al suo campionato e si costringe a restare nei bassifondi della classifica.
Al cospetto di un Serre Alburni che inanella l’undicesimo risultato utile, i ragazzi in maglia granata riescono a centrare la terza sconfitta consecutiva, con i soliti modi che sono il solo filo comune tra la stagione passata e quella in corso.
A castigare i granata è il gol dell’ex Senè al minuto 76. Lo sapevamo, lo temevamo e puntualmente è arrivato: un traversone dalla metà campo pesca al limite l’attaccante che riesce a sbilanciare Trovato con il fisico, poi riesce a girarsi e concludere in rete alle spalle di Zelletta.
Dopo e prima di quel minuto, la solita gara con l’Acireale che non fa barricate e che concede qualcosa all’avversario, con i locali che tentano varie mosse per scardinare l’organizzazione di gioco di mister Gardano senza correre troppi pericoli. Insomma un risultato ad occhiali deciso dalla solita giocata… degli altri.

A fine gara Massimo Gardano è costretto a ripetere quello che dice da 18 partite: si gioca bene ma non si riesce a portare a casa nulla.
Anche noi dobbiamo ripetere quello che diciamo da diverso tempo: manca qualcosa in termini di personalità alla squadra.
L’ambiente, la tifoseria, riconosce che la squadra gioca, riconosce che le occasioni per segnare le produce, riconosce le difficoltà della società, riconosce la buona volontà dei ragazzi.
Ma, pur riconoscendo tutte queste cose, non si può non guardare la classifica: che fa paura, perchè non ti puoi permettere di sbagliare più.
Crediamo nella serietà e nella competenza di tutto lo staff tecnico e societario,
ma vorremmo riuscire a vedere un acuto che dia la svolta alla stagione.
Vorremmo parlare di squadre che ci mettono sotto ma che non riescono a segnare per lo spirito di sacrificio dei granata, vorremmo poter parlare di guizzi dei nostri giocatori, vorremmo poter parlare di battaglie in campo. Invece appare quasi che questo voler ottenere il risultato a tutti i costi non appartiene alla squadra. Quasi che la squadra si accontenti del bel gioco e che il risultato sia un obiettivo secondario.
Manca , secondo noi, la necessaria cattiveria per smuovere la classifica, per far girare la partita a favore.
Noi continuiamo a sperare che ciò possa avvenire, senza augurarci che “chi di speranza vive, disperato muore”.

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