Archivi del mese: settembre 2012

4a giornata Campionato Serie D gir.I

ACIREALE –Nissa 1-1
NESSUN CAMBIO DI ROTTA
– Acireale in avanti con Cortese ma la Nissa pareggia –
– Contestazione e fischi alla fine –

La Cronaca
Il neo tecnico Marra schiera l’Acireale con tutte le pedine al suo posto: Pandolfo in porta; Maggio-Cucinotti-Patti-Manganaro in difesa; Macrì-Profeta-Castellano –Butera a centrocampo; Cortese e Tedesco in avanti.
Parte bene l’Acireale già al 1’: Profeta mette al centro, Tedesco non arriva sul pallone.
Al 3’ Manganaro dalla trequarti prova a pescare Cortese che ben piazzato di testa gira debolmente a lato.
Macrì ha più fortuna del compagno, quando all’ 8’ approfitta di un attimo di indecisione della difesa ospite (un uomo della Nissa nella circostanza è a terra) sfonda sulla destra pesca Cortese solo soletto dentro l’area piccola. Il gol dell’ex è servito e l’Acireale è in vantaggio.
La Nissa appare finora sparring partner ideale per saggiare le doti tecnice dell’Acireale: remissiva e a tratti in balia di Macrì che fa il bello ed il cattivo tempo sulla sua corsia.
Così a non sfruttare le giocate del numero sette granata è per due volte Butera: all’11’ sprecando da due passi di testa, al 15’ nel tentativo di indovinare l’eurogol dal limite.  L’Acireale sembra tenere bene il campo, anche se via via si affloscia sulle gambe.
La Nissa vince la timidezza iniziale e al 29’ l’ex Arnone taglia il campo  liberandosi al tiro dal limite, ma la palla si spegne fuori.
Passano 10 minuti quando Totò Avola ha la palla buona per apporre la firma in calce ad un capolavoro: punizione delle sue, la palla è alta in giusto per far tirare un sospiro di sollievo a Pandolfo e a tutto lo stadio.
L’ultima occasione del primo tempo la crea ancora Macrì: un suo cross rimpallato per poco non favorisce Tedesco che non può arrivare sul pallone.
Dopo la pausa l’Acireale prova ad amministrare il vantaggio dosando le forze. Solo che man mano che passano i minuti si spengono i vari Profeta, Macrì e Manganaro ed ecco che la Nissa comincia a crederci  schiacciando l’Acireale che perde tranquillità e certezze.
E’ Avola a suonare la scossa dei suoi al 3’: il suo tiro centrale non sorprende Pandolfo; stesso risultato ottiene il giovane Savasta all’8’.
Al 10’ ci prova Di Marco da distanza proibitiva, Acireale tenta qualche sortita di alleggerimento, ma non riesce ad imbastire un’azione decente.
Così al 17’ il neo entrato Perriccioli si ritrova una palla vagante in area e non si lascia pregare per girarla in rete.Nell’occasione la difesa granata si fa pescare in evidente bambola collettiva.
L’unico serio pericolo creato dall’Acireale è una bellissima giocata personale di Varriale: l’attaccante (subentrato a Tedesco) al 29’ disegna un bel tiro in diagonale destinato in rete se Iacono non si superasse con un bel colpo di reni deviando in angolo.
Al 39’ la Nissa potrebbe trovare il gol della vittoria: De Carlo avanza palla a piede incontrastato, prende la mira a spara verso Pandolfo che si salva sull’insidioso tiro in due tempi.
L’Acireale ci prova nel finale collezionando una serie infruttuosa di calci d’angolo che non salvano i giocatori dalla sonora bordata di fischi che il pubblico spazientito confeziona al triplice fischio dell’arbitro.

Commento
L’unica cosa positiva della giornata è aver messo il primo punto in cascina al termine di una gara che la Nissa ha chiuso in crescendo.
Il cambio di guida tecnica non ha sortito gli effetti sperati. Almeno nell’immediato, perchè a fine gara Sasà Marra si è detto fiducioso per il prosieguo del campionato.
Sarà, ma a noi è parso di vedere un Acireale supponente, sceso in campo nel secondo tempo senza la voglia di fare risultato, che ha perso la bussola non appena la Nissa ha pareggiato (qualche atteggiamento scorretto, ben 5 ammoniti) e che ha impegnato l’estremo ospite Iacono solo su un tiro dai 25 metri di Varriale, bello e diretto all’incrocio dei pali. Per il resto una manovra confusa, per usare un eufemismo, che ha fruttato una collezione di calci d’angolo infruttuosi e davvero poco altro.
Insomma ennesimo esame fallito. Da tutti: Gardano ha già pagato, ma non possiamo escludere società e giocatori da questo avvio di stagione a dir poco disarmante.

ACIREALE: Pandolfo, Maggio, Manganaro, Castellano, Cucinotti, Patti, Macrì (23’st Ancione), Profeta (20’st Scarpitta), Cortese, Butera, Tedesco (15’st Varriale). A disp. Licciardello, Scilipoti, Sciarrone, Tomarchio. All. Salvatore Di Maria

NISSA: Iacono, Diby Koffi, Di Marco, Bica Badan, Fragapane, Patanè, Arnone, Avola, Savasta (33’st De Carlo), Failla (15’st Periccioli), Bruno (27’st Bonito). A disp. Ammendola, Kuci, Di Marco, Migliore. All. Tarcisio Catanese

RETI: 8’pt Cortrse, 17’st Periccioli
ARBITRO: Bertolino di Perugia (Selvaggio e Balzarini di Enna)
NOTE: Ammoniti Castellano (A), Cortese (A), Tedesco (A), Cucinotti (A), Iacono (N), Manganaro (A). Angoli 10-2 (5-1)

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3a giornata Campionato Serie D gir.I

Ragusa – ACIREALE 1-0
VECCHIE MANIERE
– Il solito Bonarrigo castiga i granata a 7’ dalla fine –

Cronaca
Gardano fa debuttare il centrocampista Profeta schierandolo al posto di Scarpitta , mentre sistema Butera (‘94) alle spalle di Tedesco ed Cortese, lasciando Sciarrone in panchina. Coppia centrale difensiva Patti-Elefante, con Maggio e Manganaro ai lati. Castellano e Macrì completano il centrocampo.

Parte meglio la formazione ragusana e al 10’ la prima occasione è per Panatteri che da buona posizione spara altissimo. In questa circostanza la difesa dell’Acireale ha lasciato solo soletto l’attaccante.
Al 33’ Arena dal limite impegna Pandolfo.
Per il resto poco o nulla, con il Ragusa che ha una leggera supremazia territoriale.
Nella ripresa,la musica cambia. La partita diventa apprezzabile si ha la sensazione che il risultato possa sbloccarsi da un momento all’altro. E l’Acireale non sta a guardare, anzi ha delle buone opportunità per passare in vantaggio.
L’avvio è del Ragusa: al 4’ Arena tenta la magia dai 20 metri, Pandolfo vola e respinge alla sua sinistra.
L’Acireale si assesta e ribatte.  8’: Butera giunge al tiro dal limite dell’area, la palla passa a pochi centimetri dalla traversa.
Il buon momento dell’Acireale si concretizza al 15’: Manganaro trova il fondo sulla sinistra, cross per Cortese che non ci arriva, Tedesco è sul secondo palo e insacca. Il collaboratore dell’arbitro fa annullare per un presunto fuorigioco.
Il Ragusa risponde al pericolo con Panatteri che non approfitta dell’errore di Maggio, sparando fuori in posizione decentrata.
Al 27’ invece ci vuole il bel riflesso del portiere granata per alzare sulla traversa un tiro di Panatteri che fa gridare al gol gli spettatori presenti.
La risposta dell’Acireale è con Cortese che con un tocco di punta elude l’uscita del portiere, ma sbaglia mira e la sfera termina fuori.
Quando la partita sembra incanalarsi sul pareggio, la legge di Carmelo Bonarrigo colpisce ed affonda l’Acireale.
Al 37’ Alderuccio lancia lungo per Panatteri, che, complice un intervento poco efficace di Cucinotti, riesce a servire Spampinato al limite dell’area di rigore, questi allunga per Bonarrigo dopo aver dribblato un paio di avversari, il numero 10 ibleo non sbaglia e deposita sotto la traversa.

Commento
Anche a Ragusa l’Acireale di mister Gardano lascia punti e mugugni.
La terza sconftta in campionato , quarta se si considera la Coppa Italia, anche stavolta giunge per certi versi immeritatamente. A far pendere la bilancia sulla rabbia dei tifosi è l’ennesimo avvio stentato di una squadra, quella granata, che sembra non aver pace da quando è approdata in serie D.
Esasperazione che cresce se si guarda al curriculum di alcuni uomini della compagine acese. Cortese, Tedesco, Macrì, l’assente Ancione, Patti, Profeta, sulla carta, sono giocatori di un certo peso, che la società ha presentato come “in grado di fare la differenza”. Eppure, complice un calendario beffardo, l’Acireale è fermo a quota zero: sia come punti, sia come gol segnati.
Ed è quest’ultimo il dato che fa preoccupare di più i tifosi. In 5 partite ufficiali solo due gol realizzati, entrambi da Cortese (uno su rigore) e difficoltà a trovare sbocchi nella manovra.
Ad essere obiettivi, a differenza delle gare contro il Messina e il Cosenza, a Ragusa l’Acireale ha creato le sue buone occasioni da gol, ne ha segnato uno sullo 0-0 con Tedesco (gol annullato per un dubbio fuorigioco), ha sfiorato la rete con Cortese e ha tentato il tiro da fuori area con Butera.
E’ stata una partita aperta, non a senso unico. Di quelle che puoi vincere e puoi perdere, ma che puoi anche pareggiare. Però, alla fine a gioire sono i biancazzurri ragusani. Come ha detto Gardano in sala stampa: “E’ mancato solo il gol. Non ho nulla da rimproverare ai ragazzi.”
Siamo alla terza giornata, ancora è presto per gettare la croce addosso a qualcuno. Certo è che nessuno nell’ambiente si aspettava un avvio così traumatico. Non si sognava di poter competere contro Messina e Cosenza, ma sicuramente di assestarsi al centro della classifica. Ci si aspetta una squadra in grado di vincere a Ragusa, come a Ribera o nel resto dei campi del girone. Ci si aspetta una squadra che in casa sappia irretire le battistrada e vincere contro gli avversari “veri” .  Per disputare un campionato tranquillo bisogna andare a cogliere risultati contro i diretti avversari e trovare continuità, inanellando una serie di partite utili con cui aumentare il gruzzolo di punti in classifica.
Dopo la partita contro la Nissa ci sarà il doppio turno esterno, Savoia e Noto, e quindi l’Agropoli al Tupparello. Quattro partite, quattro esami: è ora di iniziare il “nostro” campionato… O no?

2a giornata Campionato serie D girone I

ACIREALE – Cosenza 0-1
PARTENZA SHOCK
– Altra partita no: per 85’ in dieci e sotto o-1 –

La Cronaca
Alla vigilia si sapeva che la partita con i Lupi silani, chiamati a recitare la parte dell’antagonista del Messina targato Lo Monaco, rappresentasse un ostacolo duro da abbattere. Certo, nessuno credeva di dover partire ad handicap grazie all’ingenuità di Silvestri, schierato da mister Gardano al centro della difesa, che ha costretto l’Acireale in 10 e ha consentito a Mosciaro di segnare il gol che vale tre punti.
Le ostilità le apre il Cosenza al 2’: Arcidiacono scappa verso la porta e solo un Pandolfo pronto ad intervenire al limite dell’area di rigore sbroglia la situazione.
Rispondono i granata un minuto più tardi: Macrì mette al centro per Cortese che viene anticipato in angolo, sugli sviluppi del quale Tedesco riesce a colpire ma non inquadra la porta.
Al 5’ l’episodio decisivo, Silvestri è costretto a stendere Arcidiacono in area di rigore, espulsione e rigore che al 7’ viene trasformato da Mosciaro.
Gardano deve cambiare anche Ancione (infortunato) per Elefante.
Da qui in poi il Cosenza collezione occasioni per chiudere l’incontro, ma non riesce a concretizzare le azioni in superiorità, cosa che mister Gagliardi rimprovererà alla sua squadra nel dopopartita, tanto che l’Acireale resterà in partita fino al 95’.
Al 23’ ci vuole un intervento acrobatico di Scilipoti su un colpo di testa di Manolo Mosciaro a salvare la difesa granata.
Al 28’ azione dubbia: Fiore si presenta in area di rigore, Pandolfo è incerto ed esce male sguarnendo la porta, sul cross del cosentino arriva  Mosciaro che tira a botta sicura, ma un difensore acese riesce a respingere in maniera scomposta (forse con un braccio) ma l’arbitro fa continuare.
Ancora Cosenza in contropiede, al 34’: Liotti viene anticipato da Pandolfo che in uscita evita il peggio. Sulla ricaduta  del portiere resta a terra il giocatore cosentino.
L’Acireale tenta di rimettersi in careggiata e, spinto dal generoso pubblico amico, tenta di mettere sotto pressione il Cosenza, che di contro non corre pericoli e riparte in contropiede.
Al 38’ la palla viaggia da una parte all’altra del campo e Salvino in buona posizione spreca tutto con un diagonale alto sulla traversa.
Si va negli spogliatoi con il Cosenza in vantaggio.
Il primo tiro del secondo tempo è di Tedesco, ex di turno, che spara dai 25 metri un tiro che si spegne alto.
Al 53’ ci prova Cortese: ancora un tiro dalla distanza che non impensierisce Straface.
Al 54’ torna a farsi vedere Arcidiacono: la difesa granata gli concede qualche metro e il numero 7 rossoblù trova il modo di battere a rete dal limite, con la palla che finisce a lato di poco.
Al 63’ il primo “vero” tiro in porta dell’Acireale: Cortese impegna in tuffo Strafece che blocca in due tempi.
Al 67’ il Cosenza guadagna una punizione dal limite: Mosciaro batte scavalcando la barriera ma la palla passa di poco alta sulla traversa.
L’Acireale tenta tutto il possibile, la volontà non manca ma le occasioni sono poche. Al 73’ ci prova Patti sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Macrì, ma la palla è alta.
Al 82’ la più ghiotta delle occasioni per i “lupi”: Arcidiacono si trova solo soletto a tu per tu con Pandolfo, lo aggira in bello stile ma tira con troppa sufficienza favorendo lo splendido intervento di Patti in scivolata che evita il raddoppio, la palla schizza al limite dell’area dove il neo entrato Guadalupi tira a colpo sicuro trovando Pandolfo pronto con i piedi.
Il Cosenza non chiude la gara e rischia fino alla fine anche perchè l’arbitro espelle per doppia ammonizione Benincasa al 89’ concedendo 5 minuti di recupero. Sulla punizione conseguente al fallo del cosentino, Cortese spara verso la porta ma alza la mira. Non succederà più nulla fino alla fine.

Commento
Ancora una partenza con il freno a mano tirato per l’undici acese.
Purtroppo il calendario non ha certo dato una mano ai granata che hanno affrontato due vere e proprie corrazzate del campionato: Messina e Cosenza sono indicate da molti addetti ai lavori le vere protagoniste del girone I della serie D.
Ciò non toglie che l’undici di mister Gardano ha qualche problema nello sviluppare un gioco arioso, che metta gli attaccanti nella migliore condizione per battere a rete. Qualche infortunio ha rallentato il lavoro del tecnico torinese che deve fare di necessità virtù e deve trovare la chiave per sfruttare il massimo dai suoi uomini.

Il Tabellino
ACIREALE:  Pandolfo, Scilipoti, Manganaro, Silvestri, Patti, Scarpitta, Macrì (40’st Iannelli), Ancione (9’pt Elefante), Cortese, Tedesco, Castellano (12’st Tomarchio). All. Antonio Minniti
COSENZA: Straface, Sicignano (36’st Bruno), Parenti, Benincasa, Parisi, Liotti, Arcidiacono, Salvino, Mosciaro (30’st Marano), Pesce, Fiore (17’st Guadalupi). All. Gianluca Gagliardi

RETI: 7’pt rig. Mosciaro
ARBITRO: Giuseppe Strippoli di Bari (Argento di Palermo e D’Alia di Trapani)
NOTE: Espulsi al 6’pt Silvestri ed al 42’st Benincasa per doppia ammonizione

Polemiche e Veleni

Polemiche e veleni nel post gara del “San Filippo”.
Gardano, a caldo,  non ci pensa troppo e ai giornalisti presenti in sala stampa  dichiara: “La partita è stata indirizzata dall’arbitro (sig. Guarino di Caltanissetta, ndr). Il primo gol di Cocuzza è viziato da un fallo di Corona su Maggi.  Poi ci sono tre episodi dubbi in area messinese. Se dalla panchina abbiamo visto petto, pancia e schiena di Cortese vuol dire che qualcuno gli ha sfilato la maglia. Ecco, almeno un rigore mi sarebbe piaciuto che ci fosse assegnato”.
Vincenzo Lo Monaco, Direttore Generale del Messina,  ospite negli studi di RTP SPORT non le manda a dire “Vuol dire che ero a vedere un’ altra partita! Siamo alla prima giornata e già si parla di favoritismi al Messina? Cosa succederà tra quattro, cinque domeniche? Invece di cercare scuse per giustificare il suo operato con suo presidente, Gardano guardi alla prestazione della sua squadra. La partita si è spaccata per le decisioni arbitrali? La partita si è spaccata quando l’Acireale è scesa dal pullman. Non hanno mai tirato in porta!”
Dal nostro punto di vista, è giusto far notare gli errori arbitrali, un pò meno attaccarsi a questi per spiegare la partita.
Non ce ne vogliano i tifosi e il mister Gardano, ma gettare invettive all’arbitro non è il modo giusto di analizzare la gara.
E’ piuttosto più utile cercare di capire perchè l’Acireale sbanda in 7 minuti incassando un uno-due che ha spianato la strada al Messina.
Va bene aver subito un gol viziato da un (dubbio) fallo in partenza dell’azione, ma ricordiamo che Corona ha fatto 40 metri palla al piede con la difesa che rinculava spaventata. Sul secondo gol si è concesso una triangolazione al limite dell’area di rigore Corona-Croce-Corona con tagli dell’attaccante dietro le spalle di un difensore.
Al di là di questi episodi però la prestazione dei granata non è disprezzabile.
I pochi “infiltrati” presenti al “S.Filippo” parlano di un buon Acireale, che al cospetto del Messina ha tentato di fare la sua partita. A tratti riuscendoci, creando pericoli sul finire di primo tempo, dopo aver stretto i denti quando il Messina aveva accelerato alla ricerca del vantaggio.
Però da questa polemica nasce un altro spunto.
Se l’Acireale si sente di aver subito un torto a Messina, se i granata hanno perso solo per questo, vuol dire che la squadra è alla pari (o può giocarsela) con il Messina. E allora chiudiamo il capitolo in riva allo Stretto e tuffiamoci a scrivere il capitolo Cosenza. Anche in questo caso la partita è contro un avversario temibile, che non nasconde di recitare un ruolo di antagonista alla marcia dei peloritani. Quale migliore occasione per far vedere che l’Acireale non è una squadra dai piagnistei facili?

1a giornata Campionato Serie D gir.I

Messina – ACIREALE 2-0
ANCORA TABU’
– Cocuzza e Corona: il Messina va! –
– Proteste degli acesi su tre episodi dubbi –

Come lo scorso campionato il duo delle meraviglie Corona-Cocuzza stende l’Acireale, volenteroso, a tratti discreto nella manovra, ma che esce ancora sconfitto dalla città dello Stretto. Il tabù resta tale nonostante le premesse della vigilia che davano il Messina in leggera difficoltà di organico per via degli acciacchi, con l’Acireale che di contro faceva opera di autoconvincimento circa la possibilità di fare risultato a Messina.
Al di là degli episodi, che sicuramente hanno potuto condizionare la partita, occorre dare il giusto merito ai vincitori. Il Messina, privo di due titolari inamovibili in difesa, Ignoffo (che alla fine non ha recuperato) e Cucinotta, ha tenuto a bada agevolmente gli acesi, concedendo solo qualche occasione sul finale di primo tempo e quando poi ha ritenuto di avere in tasca il risultato, cioè sul 2-0.
Tutto secondo previsioni circa  la formazione schierata da mister Gardano, un 4-4-2 che vedeva:  Pandolfo; Sciarrone, Patti, Elefante, Maggio in difesa; Castellano-Scarpitta-Ancione-Manganaro; Tedesco-Cortese.


Partita equilibrata nella prima frazione di gioco, anche se il Messina con il passare dei minuti riesce a pressare i granata infiammando i circa 3500 presenti che incitano i peloritani.
Al 19’ una punizione di Tedesco respinta da Lagomarsini apre la partita; poi è il Messina a rendersi pericoloso con Comegna e al 23’ con Corona –il cui tiro al volo su corner, va fuori.
Al 28’ si fa vedere anche Cocuzza: l’attaccante palermitano , sogno estivo del DS Leonardo, coglie di testa la parte alta della traversa.
Ancora Cocuzza tre minuti dopo: Corona lo invita alla conclusione ma l’attaccante manda a lato.
Passata la bufera l’Acireale tenta di replicare e finisce in crescendo il primo tempo: al 41’ un difensore del Messina perde palla, Cortese ne approfitta per battere a rete, ma trova pronto Lagomarsini.
La grande occasione per i granata arriva al 44’: tiro di Tedesco, palla che attraversa tutto lo specchio della porta, Cortese che non trova la deviazione vincente.
Si va negli spogliatoi sullo 0-0.
Al 7’ il primo gol del Messina e il primo episodio contestato dei granata. Maggio subisce un presunto fallo a metà campo, Corona  avvia un contropiede 3 contro 3 , serve alla perfezione Cocuzza che batte Pandolfo siglando il primo gol della giornata (terzo ai granata in carriera).
Acireale innervosito e frastornato, becca il secondo gol al 15’. Croce serve facile Corona che davanti Pandolfo non manca l’appuntamento con il gol. Tagliata come il burro la difesa in quest’occasione
Il Messina si adagia sugli allori e comincia a rischiare qualcosa, specie durante le mischie in area di rigore, dando alito alle proteste dell’Acireale per due episodi in area di rigore non sanzionati dall’arbitro. Il primo è apparso abbastanza evidente (trattenuta della maglia su Cortese, sulle proteste verrà espulso Gardano) il secondo è un possibile tocco con il braccio su un tiro dello stesso attaccante granata.
L’ultima occasione per siglare il gol della bandiera capita a Corso, il giovane esterno si trova ben piazzato sul secondo palo, ma non riesce a centrare la porta.

Messina: Lagomarsini, Caldore, Quintoni, Maiorano, Chiavaro, Caiazzo, Comegna (36’st Cicatiello), Bucolo, Corona, Cocuzza, Croce. A disosizione: Taranto, Cucinotta, Chiappone, Romano, Calabrò, Leo. Allenatore: Gaetano Catalano.
Acireale: Pandolfo, Scilipoti (16’st Corso), Maggio, Elefante, Patti, Manganaro, Castellano (16’st La Corte), Ancione, Cortese, Tedesco (31’st Macrì), Scarpitta. A disposizione: Licciardello, Cucinotti, Sciarrone, Bruno. Allenatore: Massimo Gardano.
Reti: 6’st Cocuzza (M), 14’st Corona (M). 
Arbitro
: Salvatore Guarino di Caltanissetta (Pace e Ruggeri di Palermo).
Ammoniti: Scarpitta (A), Castellano (A), Croce (M). Espulso al 32′ del secondo tempo il tecnico Massimo Gardano

servizio RTP

Prossimo avversario: il Messina, condannato a vincere

Sfida dal fascino particolare quella tra i peloritani del Messina e i granata dell’Acireale in scena al “S.Filippo” alla prima di campionato.
Al di là della rivalità tra le due tifoserie, le due squadre rappresentano due delle maggiori realtà calcistiche isolane.
Da quando Pietro Lo Monaco ha acquisito la società peloritana, nessuno del suo entourage ha mai  nascosto l’ambizione di riportare tra i professionisti i giallorossi. Il DS chiamato a costruire la squadra è una vecchia conoscenza granata, Fabrizio Ferrigno. Le sue  prime mosse sono state quelle di  trasferire alcune pedine dal Milazzo. Così, insieme alla proprietà in giallorosso arrivano in primis il tecnico Catalano, poi Quintoni, Cucinotta e Bucolo ed un nugolo di under tra cui spicca l’attaccante Parachì. Le riconferme di Cocuzza e Corona sono stati i primi puntelli alla rosa. Man mano sono stati aggregati i vari Ignoffo e Chiavaro, esperti difensori; Croce,  attaccante  (12 gol con il Celano l’anno scorso). Ciliegina , per adesso indigesta perchè inutilizzabile , sulla torta è Leon, attaccante honduregno vecchia conoscenza del calcio di serie A, convinto da Lo Monaco a rilanciarsi nel calci italiano. Di questi giorni è l’arrivo alla corte di Catalano del centrocampista Maiorano, che ha rescisso l’accordo con l’Ancona pur di sposare il “progetto Messina”.
Rosa senza dubbio competitiva, quello che spicca è comunque il pacchetto juniores. Lagomarsini portiere ‘93, Caiazzo difensore ‘94 –entrambi scuola Genoa – insieme a Cicatiello centrocampista ‘94 sono già giocatori di buon livello, Caldore ex Primavera del Grosseto è un altro fiore all’occhiello della rosa messinese.
L’allenatore dei peloritani , intervistato dal sito 5righe.it, ha dichiarato che partire con i galloni della squadra da battere è un’arma a doppio taglio, ma che gli stimoli sono parecchi. Sull’Acireale: “Ho studiato gli acesi nella partita contro il Città di Messina: i granata sono una squadra tosta, di categoria, che corre molto”.
Per quel che riguarda l’incontro di domani in forse Cucinotta e Ignoffo, acciaccati con quest’ultimo che ha provato a recuperare. Out per squalifica il giovane Parachì.

Proviamo a dare la formazione del Messina, che Catalano schiera con il solito e collaudato 4-3-3:
Lagomarsini ’93 tra i pali; Caldore ‘93-Chiavaro-Ignoffo-Quintoni; Cicatiello ‘94- Maiorano-Comegna ‘92 (Guerrieri ‘92); Croce-Cocuzza-Corona.