Polemiche e Veleni

Polemiche e veleni nel post gara del “San Filippo”.
Gardano, a caldo,  non ci pensa troppo e ai giornalisti presenti in sala stampa  dichiara: “La partita è stata indirizzata dall’arbitro (sig. Guarino di Caltanissetta, ndr). Il primo gol di Cocuzza è viziato da un fallo di Corona su Maggi.  Poi ci sono tre episodi dubbi in area messinese. Se dalla panchina abbiamo visto petto, pancia e schiena di Cortese vuol dire che qualcuno gli ha sfilato la maglia. Ecco, almeno un rigore mi sarebbe piaciuto che ci fosse assegnato”.
Vincenzo Lo Monaco, Direttore Generale del Messina,  ospite negli studi di RTP SPORT non le manda a dire “Vuol dire che ero a vedere un’ altra partita! Siamo alla prima giornata e già si parla di favoritismi al Messina? Cosa succederà tra quattro, cinque domeniche? Invece di cercare scuse per giustificare il suo operato con suo presidente, Gardano guardi alla prestazione della sua squadra. La partita si è spaccata per le decisioni arbitrali? La partita si è spaccata quando l’Acireale è scesa dal pullman. Non hanno mai tirato in porta!”
Dal nostro punto di vista, è giusto far notare gli errori arbitrali, un pò meno attaccarsi a questi per spiegare la partita.
Non ce ne vogliano i tifosi e il mister Gardano, ma gettare invettive all’arbitro non è il modo giusto di analizzare la gara.
E’ piuttosto più utile cercare di capire perchè l’Acireale sbanda in 7 minuti incassando un uno-due che ha spianato la strada al Messina.
Va bene aver subito un gol viziato da un (dubbio) fallo in partenza dell’azione, ma ricordiamo che Corona ha fatto 40 metri palla al piede con la difesa che rinculava spaventata. Sul secondo gol si è concesso una triangolazione al limite dell’area di rigore Corona-Croce-Corona con tagli dell’attaccante dietro le spalle di un difensore.
Al di là di questi episodi però la prestazione dei granata non è disprezzabile.
I pochi “infiltrati” presenti al “S.Filippo” parlano di un buon Acireale, che al cospetto del Messina ha tentato di fare la sua partita. A tratti riuscendoci, creando pericoli sul finire di primo tempo, dopo aver stretto i denti quando il Messina aveva accelerato alla ricerca del vantaggio.
Però da questa polemica nasce un altro spunto.
Se l’Acireale si sente di aver subito un torto a Messina, se i granata hanno perso solo per questo, vuol dire che la squadra è alla pari (o può giocarsela) con il Messina. E allora chiudiamo il capitolo in riva allo Stretto e tuffiamoci a scrivere il capitolo Cosenza. Anche in questo caso la partita è contro un avversario temibile, che non nasconde di recitare un ruolo di antagonista alla marcia dei peloritani. Quale migliore occasione per far vedere che l’Acireale non è una squadra dai piagnistei facili?

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