3a giornata Campionato Serie D gir.I

Ragusa – ACIREALE 1-0
VECCHIE MANIERE
– Il solito Bonarrigo castiga i granata a 7’ dalla fine –

Cronaca
Gardano fa debuttare il centrocampista Profeta schierandolo al posto di Scarpitta , mentre sistema Butera (‘94) alle spalle di Tedesco ed Cortese, lasciando Sciarrone in panchina. Coppia centrale difensiva Patti-Elefante, con Maggio e Manganaro ai lati. Castellano e Macrì completano il centrocampo.

Parte meglio la formazione ragusana e al 10’ la prima occasione è per Panatteri che da buona posizione spara altissimo. In questa circostanza la difesa dell’Acireale ha lasciato solo soletto l’attaccante.
Al 33’ Arena dal limite impegna Pandolfo.
Per il resto poco o nulla, con il Ragusa che ha una leggera supremazia territoriale.
Nella ripresa,la musica cambia. La partita diventa apprezzabile si ha la sensazione che il risultato possa sbloccarsi da un momento all’altro. E l’Acireale non sta a guardare, anzi ha delle buone opportunità per passare in vantaggio.
L’avvio è del Ragusa: al 4’ Arena tenta la magia dai 20 metri, Pandolfo vola e respinge alla sua sinistra.
L’Acireale si assesta e ribatte.  8’: Butera giunge al tiro dal limite dell’area, la palla passa a pochi centimetri dalla traversa.
Il buon momento dell’Acireale si concretizza al 15’: Manganaro trova il fondo sulla sinistra, cross per Cortese che non ci arriva, Tedesco è sul secondo palo e insacca. Il collaboratore dell’arbitro fa annullare per un presunto fuorigioco.
Il Ragusa risponde al pericolo con Panatteri che non approfitta dell’errore di Maggio, sparando fuori in posizione decentrata.
Al 27’ invece ci vuole il bel riflesso del portiere granata per alzare sulla traversa un tiro di Panatteri che fa gridare al gol gli spettatori presenti.
La risposta dell’Acireale è con Cortese che con un tocco di punta elude l’uscita del portiere, ma sbaglia mira e la sfera termina fuori.
Quando la partita sembra incanalarsi sul pareggio, la legge di Carmelo Bonarrigo colpisce ed affonda l’Acireale.
Al 37’ Alderuccio lancia lungo per Panatteri, che, complice un intervento poco efficace di Cucinotti, riesce a servire Spampinato al limite dell’area di rigore, questi allunga per Bonarrigo dopo aver dribblato un paio di avversari, il numero 10 ibleo non sbaglia e deposita sotto la traversa.

Commento
Anche a Ragusa l’Acireale di mister Gardano lascia punti e mugugni.
La terza sconftta in campionato , quarta se si considera la Coppa Italia, anche stavolta giunge per certi versi immeritatamente. A far pendere la bilancia sulla rabbia dei tifosi è l’ennesimo avvio stentato di una squadra, quella granata, che sembra non aver pace da quando è approdata in serie D.
Esasperazione che cresce se si guarda al curriculum di alcuni uomini della compagine acese. Cortese, Tedesco, Macrì, l’assente Ancione, Patti, Profeta, sulla carta, sono giocatori di un certo peso, che la società ha presentato come “in grado di fare la differenza”. Eppure, complice un calendario beffardo, l’Acireale è fermo a quota zero: sia come punti, sia come gol segnati.
Ed è quest’ultimo il dato che fa preoccupare di più i tifosi. In 5 partite ufficiali solo due gol realizzati, entrambi da Cortese (uno su rigore) e difficoltà a trovare sbocchi nella manovra.
Ad essere obiettivi, a differenza delle gare contro il Messina e il Cosenza, a Ragusa l’Acireale ha creato le sue buone occasioni da gol, ne ha segnato uno sullo 0-0 con Tedesco (gol annullato per un dubbio fuorigioco), ha sfiorato la rete con Cortese e ha tentato il tiro da fuori area con Butera.
E’ stata una partita aperta, non a senso unico. Di quelle che puoi vincere e puoi perdere, ma che puoi anche pareggiare. Però, alla fine a gioire sono i biancazzurri ragusani. Come ha detto Gardano in sala stampa: “E’ mancato solo il gol. Non ho nulla da rimproverare ai ragazzi.”
Siamo alla terza giornata, ancora è presto per gettare la croce addosso a qualcuno. Certo è che nessuno nell’ambiente si aspettava un avvio così traumatico. Non si sognava di poter competere contro Messina e Cosenza, ma sicuramente di assestarsi al centro della classifica. Ci si aspetta una squadra in grado di vincere a Ragusa, come a Ribera o nel resto dei campi del girone. Ci si aspetta una squadra che in casa sappia irretire le battistrada e vincere contro gli avversari “veri” .  Per disputare un campionato tranquillo bisogna andare a cogliere risultati contro i diretti avversari e trovare continuità, inanellando una serie di partite utili con cui aumentare il gruzzolo di punti in classifica.
Dopo la partita contro la Nissa ci sarà il doppio turno esterno, Savoia e Noto, e quindi l’Agropoli al Tupparello. Quattro partite, quattro esami: è ora di iniziare il “nostro” campionato… O no?

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