Alla ricerca d’identità

Il pareggio di domenica scorsa contro l’Agropoli è stato accolto con un certo malumore dal pubblico che  a fine gara non ha risparmiato i fischi contro il team granata. Certo, magari contro l’Agropoli, squadra ben attrezzata, esperta e per questo difficile da affrontare, il pareggio ci può stare. In condizioni normali.
Purtroppo, per Sasà Marra e i suoi ragazzi le condizioni in cui si trova l’Acireale non sono affatto “normali”.
L’entourage granata insiste sulla strada della buona qualità della rosa e lo stesso Marra a fine gara ha scommesso sul crescendo della squadra, assicurando che il momento d’impasse finirà.
Ecco che il pareggio casalingo, dopo la vittoria di Noto (squadra che ha problemi del tutto simili a quelli acesi) , non può che essere accolto con fischi e mugugni. Specie se non si vedono altro che lanci lunghi a cercare le punte, una manovra che stenta a decollare, la spinta laterale pressocchè assente. E il solito , stucchevole, cercare scuse: una volta si addita l’arbitraggio, un’altra la condizione fisica, adesso il terreno di gioco del Polivalente di Acicatena.
Onestamente non è un atteggiamento che ci piace.
Meglio, molto meglio, ammettere che qualcosa si è sbagliato,qualche errore di valutazione è stato commesso: perchè se  Profeta(dopo più di un mese di lavoro con il gruppo) non regge tutta la partita; Manganaro si affanna da solo a coprire il lato sinistro; solo Macrì è in grado di giocare da ala destra, Cortese sembra aver perso lucidità sotto porta; Tedesco deve ancora trovare la migliore posizione in campo; Varriale gioca a sprazzi; Ancione non ha acceso il motore…beh, qualcosa che non quadra deve esserci, aldilà degli infortuni che hanno colpito i ragazzi.
A Ribera non sarà una passeggiata di salute. Il terreno di gioco è  in terra battuta, la squadra di Totò Brucculeri ha già affondato una vittima illustre (il Messina ci ha  è tornato a casa con un bel 3-0 sul groppone) puntando tutto sulla grinta e la voglia di stupire.
Una partita in cui occorre usare la spada e riporre il fioretto negli armadietti se si vuole far risultato positivo.
In attesa che il brutto anatroccolo diventi un bel cigno…

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