Archivi del mese: novembre 2012

13a giornata Campionato Serie D gir.I

ACIREALE  – Vibonese 0-1
ANCHE SFORTUNATI!
– La Vibonese incassa tre punti senza sapere come! –
– Dimissionari Cocuzza e Pennisi, scappato via Leonardo –

Anche questa volta, torniamo a casa con il dilemma che ci perseguita da qualche tempo: meglio raccontare la partita, analizzare gli episodi che hanno determinato la sconfitta interna (seconda consecutiva in casa,  quarta consecutiva, nona in campionato) oppure accentrare i riflettori sulle dimissioni in blocco della “triade” (Pennisi-Cocuzza-Leonardo) che ha retto la società fino alla fine della partita?
Scegliamo la prima strada stavolta. Ci sarà tempo e modo di soffermarci sull’epilogo societario.
Acireale che per la verità, ai punti, non meriterebbe la sconfitta,ma che per forza di cose deve accettarla come logica conseguenza delle situazioni esterne non certo serene: le ventilate voci di abbandono dei dirigenti, la contestazione dei tifosi organizzati e non, la solita dose di sfortuna che si accanisce contro i colori acesi.
Marra deve fare di necessità virtù e schiera la miglior formazione possibile viste le assenze di Macrì e Cortese: Costantino tra i pali ;difesa a 4 Maggio-Puleo-Patti-Manganaro; Sciarrone-Castellano-Elefante-Ancione a centrocampo; Varriale –Tedesco in avanti.

Dopo una prima fase di studio la prima azione degna di nota è per la Vibonese: al 17’ Marasco gira di testa in porta,ma trova Costantino attento.
Al 19’ la risposta dell’Acireale: Patti in un’incursione offensiva non riesce a sfruttare una mischia in area.
Due minuti dopo è Ancione a provale la conclusione dal limite senza risultato.
Al 22’ una bella combinazione Tedesco Varriale, si conclude con un tiro di quest’ultimo  centrale.
Al 23’ la Vibonese passa: Marasco supera Maggio quasi a fondo campo, fa due passi e mira l’angolo opposto siglando un bel gol.
L’Acireale colpito appare confuso ma abbozza una reazione che non da i frutti sperati, anche se la sensazione è che una sorta di rassegnazione si impossessi degli uomini in granata.
Nonostante questo, allo scadere dei 45’ Puleo si vede respingere un colpo di testa sulla linea.
Alla ripresa dei giochi è Varriale a fare i conti con la sfortuna: scambio con Tedesco, tiro preciso ma è il palo a fermare la sua conclusione.
Al 12’ dopo un rimpallo in area è Manganaro ad alzare incredibilmente la palla oltre la traversa .
Al 23’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto dall’Acireale, D’Angelo anticipa Puleo, ma la palla schizza sulla traversa.
L’Acireale continua nel forcing ma perde lucidità e così al 33’ è la Vibonese che rischia di raddoppiare: contropiede concluso con un tiro dal limite su cui Ancione mette una pezza in scivolata.
Tre minuti più tardi, Marasco supera in velocità Puleo (che nell’occasione si infortuna), dribbla Costantino ma conclude male a porta sguarnita da posizione defilata.
Il sussulto dell’Acireale è nel finale: VArriale tira dal limite guadagnando un angolo, sugli sviluppi Ancione  riesce a smarcarsi in area ma trova il corpo di un difensore ospite a far da scudo.
Ultima occasione in contropiede per la Vibonese: Costantino riesce a distendersi alla sua sinistra evitando lo 0-2 che sarebbe davvero troppo anche per l’Acireale di questi tempi.

Il Tabellino
ACIREALE
: Costantino, Maggio (11’st Marchese), Manganaro, Sciarrone (1’st Butera), Patti, Puleo, Elefante (28’st Maesano), Castellano, Varriale, Ancione, Tedesco. All.: Salvatore Marra
VIBONESE: Saraò, Gori, Caterisano, De Cristofaro, D’Angelo, Zegatti, Bruzzese (25’st Da Dalt), Kalambay, Marasco, Cosenza, Cibelli. All.: Antonino Soda
RETE: 24’pt Marasco
ARBITRO: Gianluca Sartori di Padova
ASSISTENTI: Angelo Nicito di Ragusa e Stefano Alecci di Messina
NOTE: Seicento spettatori circa. Ammoniti Maggio e Varriale (A), Gori e Caterisano (V). Angoli 7-3

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12a giornata Campionato Serie D gir.I

Palazzolo – ACIREALE 2-0
SENZA FRENI
– Due errori, due gol subiti: 8a sconfitta! –
– Aperta la contestazione contro la società –

Dopo tre anni di risultati non certo esaltanti, non riusciamo più a guardare alla discreta prova fornita dalla squadra nonostante la sconfitta, la terza consecutiva, l’ottava in campionato su dodici partite, giunte contro una diretta concorrente che non ha fatto cose trascendentali per vincere, ma ha sfruttato bene le sue occasioni per incamerare tre punti fondamentali per la classifica.

E’ vero che mille scuse potrebbero essere accampate per giustificare la singola sconfitta, ma il problema è che questa si inserisce in un discorso più ampio che non può essere giudicato serenamente.
La sconfitta di Palazzolo è pesante, sotto tutti i punti di vista: morale, tecnico e ambientale.
Questa ennesima sconfitta dimostra che ad Acireale non c’è un gruppo capace di reggere la pressione dell’ambiente, tanto che i cali di concentrazione del singolo risultano fatali per la squadra; questa sconfitta dimostra che non è possibile fare calcio in maniera tanto approssimato se non hai un gruppo di “uomini” che davvero gettino il cuore oltre l’ostacolo.
Nello specifico, è ovvio che la mancanza di risultati, abbinata alle poche certezze societarie, non fa altro che minare il morale e rendere tutto più difficile perchè ai problemi economici si aggiungono le aspettative della piazza che inizia a confrontare situazioni analoghe a quella acese e a fare confronti con la classifica.
Cosa intendiamo? Semplice!
E’ certo che Acireale non è l’unica realtà in cui soldi e organizzazione siano davvero ridotte al lumicino: ma perchè si è sbandierato di avere una squadra di un certo tipo, quando poi alla prova sul campo ci si trova a discutere sempre e solo di sconfitte e prove incolore o “sfortunate”? Questi “nomi” che cosa stanno dimostrando ad Acireale? Dove sono i cosidetti attributi?
Fermo restando che nessuno pretende una squadra in grado di vincere 30 partite, possiamo sempre pensare che le sconfitte siano solo frutto di “episodi” ?
Bisogna salire a monte e quindi è normale che sotto accusa ci entri direttamente chi gestisce la società e  chi decide di affidare le chiavi della squadra al DS di turno, anche perchè fare il dirigente di una squadra di calcio è un ruolo che non può essere ridotto a stare dietro una scrivania, firmare qualche “carta” e poi estraniarsi dalla vita di una squadra. Bisogna essere presenti, bisogna “stare sul pezzo”, vigilare , avere lo sguardo su tutto e tutti dai giocatori all’allenatore , al DS e al segretario. Tutti vanno “osservati” dall’occhio del “padrone” : anche la persona più fidata, senza lo sguardo vigile, può uscire dal binario e procedere per conto suo. Non esiste azienda che funzioni senza un padrone! Le figure che ruotano e gravitano nel mondo dirigenziale granata hanno dimostrato di non possedere nessuno di questi requisiti. Niente contro i vertici societari a livello personale, ma nessuno si improvvisa dirigente dall’oggi al domani in una piazza come quella acese.
Sappiamo che è difficile, sappiamo che non è un compito da tutti, proprio per questo crediamo che sia giunto il momento di passare la mano.
Lo dice il campo, lo dicono i numeri…

11a giornata Campionato Serie D gir.I

ACIREALE – Paternò 0-1
SCONFITTI ED IN CRISI
– Acireale spuntato, il Paternò degli ex lo beffa –
– Contestazione dei tifosi, sfogo di Cocuzza –

Partiamo dalla fine. Tifosi che non le mandano a dire a società e giocatori, risposta negli spogliatoi dell’Amministratore delegato dott.Giuseppe Cocuzza che non si fa attendere: “ La società è in grave crisi economica, sembra che tutti ne parlano ma nessuno lo dice; bisogna solo ringraziare i ragazzi che stanno impegnandosi nonostante i vari problemi di gestione.”
Come non dare ragione al Dottor Cocuzza? Bisogna solo ringraziare chi si spende in tutti i modi per fare calcio ad Acireale con le risorse che riesce a reperire in questo difficile momento.
Però la solita domanda di mouriniana  memoria ci frulla nella testa: perchè?
perchè poi lamentarsi dei comportamenti dei tifosi? Che sono esigenti, purtroppo, e non digeriscono campionati anonimi e tendenti allo scadente. Perchè in estate prospettare rivoluzioni e svolte, con acquisti “sulla carta” di sicuro valore, per poi ritrovarsi con 8 punti in 11 partite e con problemi di gestione?
Chi o cosa fa ingoiare l’ennesimo rospo alla dirigenza granata, che viene presa di  mira ciclicamente dalla piazza “ingrata” e per poi assistere a questi sfoghi, che restano tali, dato che non portano a chiarire certi misteriosi aspetti su proprietà , soci, disponibilità economica e  capacità di programmazione?

Parlando di calcio giocato, ovvie le scelte di formazione di mister Marra che deve far fronte a quattro pesantissime assenze,(Tedesco, Cortese, Patti e Maggio sono out) :  Pandolfo in porta; Marchese-Elefante-Puleo-Manganaro; Macrì, Profeta,Castellano, Butera; Ancione e Varriale .
Se non è emergenza  siamo proprio al limite.
Le due squadre si studiano per un buon quarto d’ora dove non succede davvero nulla, poi è Ancione a provare ad innescare un compagno con un suggerimento dal fondo che non trova nessuno pronto alla deviazione.
Intorno alla mezzora un’azione insistita dei granata che vanno al tiro per tre volte: Varriale da dentro area trova i piedi di Vecchio, la palla finisce al limite dell’area a Castellano che spara precisoma centrale trovando il tuffo di Vecchio, sulla ribattuta anche Profeta tenta il tiro ma ritrova il portierino pronto alla deviazione.
La risposta del Paternò è affidata a Mandarano che spara alto dal limite dell’area di rigore al 34’.
Al 38’ Savanarola si beve Manganaro e dal fondo entra in area e mette a disposizione dei compagni una palla che nessuno riesce a deviare.
Al 43’ vantaggio del Paternò: lancio dalla retrovie, Puleo si fa superare da Mandarano, che dal fondo campo inventa un pallonetto che sorprende Pandolfo.
L’occasione per pareggiare i granata la confezionano subito: Ancione sfrutta un rimpallo che lo porta dentro l’area di rigore in posizione favorevole, il numero dieci granata dribbla un uomo di troppo e qando conclude a rete trova Vecchio a deviare con il corpo.
La ripresa si apre con un’occasione per Ancione: Manganaro lo pesca al 12’ dentro l’area di rigore, il fantasista tenta lo stop in acrobazia senza riuscire a concludere.
Al 18’ l’Acireale pareggia con Macrì che si inserisce bene sul secondo palo, ma il segnalinee fa annullare per un presunto fuorigioco a centro area.
Al 20’ e al 22’ due ex granata provano finire nel tabellino dei marcatori,ma prima Scalia di testa, poi Truglio concludendo debolmente non sfruttano le occasioni.
L’Acireale viene contestato dai suoi tifosi e non riesce ad imbastire un’azione corale, cose che riesce bene al Paternò al 37’: Di Mauro pesca in verticale Savanarola che controlla di petto e fatti due passi in area di rigore lascia partire un bel tiro che si stampa sulla traversa.
La reazione acese avviene due minuti dopo: cross di Manganaro, dalla sinistra, mischione davanti Vecchio che riesce a parare una conclusione ravvicinata di un granata.
L’ultima occasione pericolosa è del solito Ancione al 45’ : punizione dal limite precisa ma debole, Vecchio riesce ad alzare in corner.

IL TABELLINO

ACIREALE 0
COMPRENSORIO NORMANNO 1

ACIREALE: Pandolfo, Marchese, Manganaro, Castellano, Elefante, Puleo, Macrì, Profeta, Varriale (20’st Corso), Ancione, Butera (24’st Tomarchio). A disp. Licciardello, Scilipoti, Sciarrone, Silvestri, Maesano. All. Salvatore Marra

COMPR. NORMANNO: Vecchio, Maimone, Caldarella, Leanza (32’pt Malvuccio), Orefice, Scalia, Savanarola, Di Mauro, Truglio (42’st Barberi), Zumbo, Mandarano. A disp. Di Benedetto, La Marca, Amore, Spitalieri, Dumitrascu. All. Giuseppe Strano

RETE: 44’pt Mandarano
ARBITRO: Massimo Alessandro Molinaroli di Venezia
ASSISTENTI: Antonio Spensieri e Davide Imperiale di Genova
NOTE: Un migliaio di spettatori circa. Ammoniti: Caldarella (P), Orefice (P), Di Mauro (P), Zumbo (P), Puleo (A), Elefante (A)


 

10a giornata Campionato Serie D gir.I

Montalto – ACIREALE 3-0
INDIETRO TUTTA
-Ancora un’occasione mancata dai granata-
-Nulla da salvare: giusto il passivo-

Le ultime prestazioni degli uomini di Marra avevano fatto ben sperare tutto l’ambiente granata che credeva di aver superato il periodo di assestamento del gruppo. Dalla trasferta di Paola, contro il Montalto, ci si attendeva una prestazione che desse continuità al lavoro dell’allenatore e portasse punti nella deficitaria classifica granata.
Invece il Montalto ha riportato tutti alla realtà asfaltando l’Acireale. E’ pur vero che il vantaggio  degli uomini di Giugno è arrivato alla fine del primo tempo, a recupero ormai scaduto, con l’Acireale già in dieci per l’espulsione di un ingenuo Patti, su calcio da fermo di Occhiuzzi,con Pandolfo non esente da colpe sulla disposizione della barriera ma questo non può giustificare l’ennesima prova deludente della truppa di Sasà Marra.
Anche perchè i biancazzurri di casa  non ha mai corso pericoli, neppure quando l’Acireale era in parità numerica.
Il subitaneo doppio vantaggio calabrese , ad inizio ripresa, porta la firma dell’ex , mai amato, Christian Iannelli. L’attaccante di Priolo è giunto così alla quinta rete in cinque partite.
Subito il due a zero, i granata hanno definitivamente mostrato i loro limiti, caratteriali più che fisici,  collezionando un’altra espulsione. Infatti un paio di entrate al limite  hanno costretto l’arbitro dell’incontro ad espellere Maggio.
Il terzo gol, infine, è un’invenzione dal limite di Occhiuzzi che mira e centra l’angolo basso alla sinistra di Pandolfo dal limite dell’area.

Tutto da rifare dunque. Il cartello lavori in corso, come dichiarato dal DS Leonardo ai microfoni di Radio Etna Espresso , è ancora in bella mostra: ci chiediamo se arriverà mai il momento di osservare il lavoro finito…