12a giornata Campionato Serie D gir.I

Palazzolo – ACIREALE 2-0
SENZA FRENI
– Due errori, due gol subiti: 8a sconfitta! –
– Aperta la contestazione contro la società –

Dopo tre anni di risultati non certo esaltanti, non riusciamo più a guardare alla discreta prova fornita dalla squadra nonostante la sconfitta, la terza consecutiva, l’ottava in campionato su dodici partite, giunte contro una diretta concorrente che non ha fatto cose trascendentali per vincere, ma ha sfruttato bene le sue occasioni per incamerare tre punti fondamentali per la classifica.

E’ vero che mille scuse potrebbero essere accampate per giustificare la singola sconfitta, ma il problema è che questa si inserisce in un discorso più ampio che non può essere giudicato serenamente.
La sconfitta di Palazzolo è pesante, sotto tutti i punti di vista: morale, tecnico e ambientale.
Questa ennesima sconfitta dimostra che ad Acireale non c’è un gruppo capace di reggere la pressione dell’ambiente, tanto che i cali di concentrazione del singolo risultano fatali per la squadra; questa sconfitta dimostra che non è possibile fare calcio in maniera tanto approssimato se non hai un gruppo di “uomini” che davvero gettino il cuore oltre l’ostacolo.
Nello specifico, è ovvio che la mancanza di risultati, abbinata alle poche certezze societarie, non fa altro che minare il morale e rendere tutto più difficile perchè ai problemi economici si aggiungono le aspettative della piazza che inizia a confrontare situazioni analoghe a quella acese e a fare confronti con la classifica.
Cosa intendiamo? Semplice!
E’ certo che Acireale non è l’unica realtà in cui soldi e organizzazione siano davvero ridotte al lumicino: ma perchè si è sbandierato di avere una squadra di un certo tipo, quando poi alla prova sul campo ci si trova a discutere sempre e solo di sconfitte e prove incolore o “sfortunate”? Questi “nomi” che cosa stanno dimostrando ad Acireale? Dove sono i cosidetti attributi?
Fermo restando che nessuno pretende una squadra in grado di vincere 30 partite, possiamo sempre pensare che le sconfitte siano solo frutto di “episodi” ?
Bisogna salire a monte e quindi è normale che sotto accusa ci entri direttamente chi gestisce la società e  chi decide di affidare le chiavi della squadra al DS di turno, anche perchè fare il dirigente di una squadra di calcio è un ruolo che non può essere ridotto a stare dietro una scrivania, firmare qualche “carta” e poi estraniarsi dalla vita di una squadra. Bisogna essere presenti, bisogna “stare sul pezzo”, vigilare , avere lo sguardo su tutto e tutti dai giocatori all’allenatore , al DS e al segretario. Tutti vanno “osservati” dall’occhio del “padrone” : anche la persona più fidata, senza lo sguardo vigile, può uscire dal binario e procedere per conto suo. Non esiste azienda che funzioni senza un padrone! Le figure che ruotano e gravitano nel mondo dirigenziale granata hanno dimostrato di non possedere nessuno di questi requisiti. Niente contro i vertici societari a livello personale, ma nessuno si improvvisa dirigente dall’oggi al domani in una piazza come quella acese.
Sappiamo che è difficile, sappiamo che non è un compito da tutti, proprio per questo crediamo che sia giunto il momento di passare la mano.
Lo dice il campo, lo dicono i numeri…

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