Campionato finito. Fine dell’agonia?

L’interrogativo che assale gli sportivi ed i tifosi acesi, dopo aver assistito soffrendo alla retrocessione più incredibile della storia del calcio acese (mai si era stati nelle condizioni di non poter quantomeno lottare ad armi pari con gli avversari) è cosa si prospetta per le sorti calcistiche della città di Aci e Galatea?

Verosimilmente le strade da percorrere sono due. Per la verità la terza l’abbiamo voluta già escludere: sarebbe quella di veder miracolosamente realizzate le ennesime promesse di Palella (iscrizione al campionato, piano di risanamento societario).
La prima: voci in città dicono che è pronto ad essere lanciato un progetto che vedrebbe un imprenditore prendersi cura di una nuova società che nasca dalla fusione di due squadre per ottenere un titolo “pulito”, cioè privo di debiti, che possa incominciare il suo cammino in Eccellenza.

La seconda: puntare ad un titolo di serie D, ce ne sono alcuni in grave crisi, portarlo ad Acireale facendogli cambiare nome, mantenendo colori e quanto possibile della tradizione acese.

Quale soluzione preferire?
Mah, anni fa avremmo detto NO ad entrambe le prospettive. Meglio ripartire da zero.
Ma l’abbiamo già fatto e a distanza di 7 anni ecco che la crisi ha messo tutto in discussione. Ne è valsa la pena? Purtroppo, no.
Ci siamo aggrappati all’orgoglio, ci siamo aggrappati al senso di appartenenza ma alla fine non è cambiato nulla. Entrambi i sentimenti sono stati calpestati senza riguardo.
Abbiamo dovuto vedere gioire sulle nostre disgrazie piazze calcistiche che riescono a vivere di queste “fusioni” miracolose, piazze che vedono società che cambiano di anno in anno, piazze che hanno titoli sportivi nati chissà dove e chissà quando.
La realtà dei dilettanti è , ahinoi, questa: i tifosi delle altre realtà si sono calati prima in questo mondo e forse, senza trincerarsi in posizioni di estremismo, è ora che anche noi riuscissimo a farlo.
Ed allora lanciamo una provocazione.
Se è vero che l’unica cosa che non passerà mai siamo noi tifosi, beh…per noi il minimo è ripartire dalla serie D!
Siamo noi che dovremmo essere “acquistati”.

A.A.A. tifoseria passionale offresi a società  che possa incanalare al meglio l’entusiasmo di una piazza. Massima serietà. Presenze garantite.

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